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AlessandriaCronaca

Si attende ad Alessandria il verdetto per l’omicidio del carabiniere D’Alfonso a cascina Spiotta

I fatti sono di cinquant’anni fa: il caso è stato riaperto nel 2021 grazie a un esposto del figlio del militare. Indagati tre ex brigatisti

Marco Lovisolo

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ALESSANDRIA – Si è riunita in Camera di consiglio alle ore 13 di oggi la Corte d’Assise di Alessandria per il processo ai tre ex brigatisti accusati dell’omicidio del carabiniere Giovanni D’Alfonso.

Il militare fu ucciso 50 anni fa, il 5 giugno 1975, alla cascina Spiotta di Arzello di Melazzo (AL) durante la liberazione dell’imprenditore Vallarino Gancia, sequestrato dalle br il giorno prima. Quel 5 giugno i Carabinieri arrivarono a cascina Spiotta, dove era tenuto prigioniero l’imprenditore: una pattuglia individuò il nascondiglio e intervenne. A quel punto ci fu un conflitto a fuoco: ne furono vittime proprio D’Alfonso e Mara Cagol, la moglie di Renato Curcio, membro delle brigate rosse.

Il processo è stato riaperto proprio grazie al figlio di D’Alfonso, Bruno D’Alfonso, il cui esposto fece riaprire le indagini nel 2021: l’uomo era presente oggi in aula.

Questa mattina, infatti, accusa, parti civili e difensori si sono confrontati. Sotto accusa ci sono Lauro Azzolini, Renato Curcio e Mario Moretti, rispettivamente di 83, 85 e 80 anni. Nell’udienza del 19 giugno, i pubblici ministeri Emilio Gatti e Ciro Santoriello avevano chiesto l’ergastolo per Curcio e Moretti (per concorso morale), e 21 anni per Azzolini.

La sentenza è prevista in giornata.

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