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Addio al professor Angelo Garibaldi, punto di riferimento della patologia vegetale italiana
Una figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità scientifica e nel mondo dell’agricoltura italiana
TORINO – Si è spento il 9 luglio, all’età di 88 anni, Angelo Garibaldi, professore emerito di Patologia vegetale dell’Università di Torino e tra i massimi esperti italiani nello studio delle malattie delle piante. Nato nel 1938 a Cipressa, in provincia di Imperia, da una famiglia di floricoltori, ha dedicato l’intera vita alla ricerca scientifica, all’insegnamento e al sostegno del mondo agricolo.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi accademici di rilievo: è stato preside della Facoltà di Agraria dal 1990 al 1996, prorettore dell’Università di Torino tra il 1996 e il 2004, durante il mandato del rettore Rinaldo Bertolino, e presidente di Agroinnova, il Centro di competenza da lui cofondato, dal 2002 al 2025.
Garibaldi ha formato centinaia di studenti, molti dei quali hanno poi intrapreso la carriera nella ricerca e nel settore agricolo, mantenendo negli anni un forte legame con il loro docente. Parallelamente ha affiancato gli agricoltori nella risoluzione di numerosi problemi fitosanitari, un impegno che considerava naturale anche in virtù delle sue origini.
La sua attività scientifica, sviluppata in un contesto internazionale, ha saputo coniugare ricerca di base e applicazioni pratiche. Pioniere nel trasferimento tecnologico e nella divulgazione scientifica, lascia un’eredità di oltre mille pubblicazioni e un contributo determinante alla conoscenza delle patologie vegetali. È stato inoltre uno dei maggiori specialisti delle malattie delle piante ornamentali, individuando e descrivendo centinaia di nuovi parassiti.
Oltre ai risultati accademici, colleghi e allievi ricordano il professor Garibaldi per la disponibilità, la signorilità, l’attenzione verso le persone e la capacità di affrontare con dignità e pazienza anche gli ultimi mesi della malattia. Una figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità scientifica e nel mondo dell’agricoltura italiana.
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