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CronacaNovara

Finto carabiniere rapina un’anziana a Novara: arrestato dopo mesi di fuga

La Polizia di Stato rinnova l’invito ai cittadini, in particolare alle persone anziane, a diffidare di telefonate in cui sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine chiedono la consegna di denaro, gioielli o altri beni di valore

Gabriele Farina

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NOVARA – È stato arrestato il presunto autore della violenta rapina ai danni di un’anziana ultraottantenne di Novara, raggirata e aggredita nella propria abitazione con la tecnica del falso appartenente alle Forze dell’Ordine. L’uomo, un trentenne con numerosi precedenti penali, è stato rintracciato dalla Polizia Ferroviaria a Venezia dopo essere rientrato dalla Germania, dove si era rifugiato per sottrarsi all’arresto.

La truffa telefonica sfociata in rapina

I fatti risalgono al 5 febbraio scorso, quando l’anziana, residente in una zona centrale di Novara, aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era qualificato come appartenente alle Forze dell’Ordine.

Il truffatore le aveva raccontato che i suoi dati personali erano stati rubati e che, proprio per questo motivo, risultava coinvolta nelle indagini per un furto di gioielli avvenuto in una gioielleria cittadina. Per dimostrare la propria estraneità ai fatti, le era stato spiegato che un collega sarebbe passato nella sua abitazione per ritirare denaro e preziosi, che sarebbero stati verificati e successivamente restituiti se non riconducibili al furto.

Mentre la donna era ancora al telefono, un giovane si è presentato alla porta spacciandosi per un carabiniere. Una volta conquistata la fiducia della vittima, l’ha convinta ad aprire la cassaforte, dalla quale ha prelevato contanti e gioielli per un valore complessivo superiore ai 30 mila euro.

L’aggressione durante la fuga

Prima di allontanarsi, il malvivente ha spinto con violenza l’anziana, facendola cadere a terra. La donna ha riportato la frattura composta di due costole, con una prognosi di 30 giorni.

Le indagini della Squadra Mobile

Le indagini della Squadra Mobile di Novara sono partite immediatamente dopo la rapina. Grazie anche all’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine, gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti del responsabile, accertando che era arrivato nei pressi dell’abitazione a bordo di un taxi e che, dopo il colpo, si era allontanato a piedi.

Gli accertamenti hanno permesso di identificare il presunto autore: un trentenne, residente in Emilia-Romagna ma domiciliato di fatto a Napoli, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e la persona.

Sulla base dei gravi indizi raccolti, il 23 febbraio il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Novara, su richiesta della Procura, aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Arrestato al rientro dalla Germania

Quando gli agenti della Squadra Mobile si sono recati a Napoli per eseguire il provvedimento, il trentenne risultava però irreperibile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva lasciato l’Italia rifugiandosi all’estero.

La sua fuga si è conclusa venerdì 3 luglio, quando è stato controllato dal personale della Polizia Ferroviaria di Venezia appena rientrato dalla Germania. Una volta verificata la sua identità, gli agenti hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, accompagnandolo in carcere.

L’appello della Polizia di Stato

La Polizia di Stato rinnova l’invito ai cittadini, in particolare alle persone anziane, a diffidare di telefonate in cui sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine chiedono la consegna di denaro, gioielli o altri beni di valore.

Le forze di polizia ricordano che nessun operatore chiederà mai di consegnare contanti o preziosi per verifiche o accertamenti. In caso di chiamate sospette è fondamentale interrompere la conversazione e contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112, preferibilmente utilizzando un telefono cellulare.

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