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Terzo week end di sciopero per i camerieri di Meat To a Torino
Chiedono contratti full time dal lunedì al venerdì e il riconoscimento economico effettivo delle ore lavorate
TORINO – Stanno scioperando anche oggi i lavoratori di Meat To, appostati dal pomeriggio davanti al ristorante, in via Boucheron a Torino.
Da settimane – è il terzo week end di fila – è in atto la protesta dei dipendenti e dei sindacati: Cub immigrazione e Flaica Torino hanno denunciato condizioni spiacevoli per i lavoratori del ristorante torinese. Giornate di lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 senza giorno di riposo e salari che si aggirano intorno ai 4 euro l’ora.
«Quando alcuni lavoratori hanno deciso di organizzarsi sindacalmente, invece di ottenere risposte alle loro richieste si sono trovati di fronte prima ad un licenziamento e poi a una drastica riduzione delle ore assegnate dal datore di lavoro» avevano spiegato i sindacati lanciando la mobilitazione nei giorni scorsi. I primi presidi erano stati organizzati il 26 e il 27 giugno. La mobilitazione chiede contratti full time a tempo indeterminato, il riconoscimento di tutte le ore effettivamente lavorate e l’introduzione di un’organizzazione su otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana: gli organizzatori hanno dichiarato che continueranno con il presidio sino a che questi obiettivi non saranno raggiunti.
Non solo il presidio. La protesta ha assunto anche altre forme: volantini con lo slogan “Non cenare al Meat-To” sono stati distribuiti nei giorni scorsi ai passanti. Sul materiale distribuito si leggeva che il personale sarebbe pagato circa 4 euro l’ora e impiegato sette giorni su sette, senza riposo.
Il caso ha fatto un certo rumore a Torino, a partire da due lavoratori dell’all you can eat all’italiana, originari del Bangladesh, che avevano denunciato di essere stati assunti con un contratto part time da 20 ore settimanali e di averne lavorate, in realtà, molte di più, a paga di 4 euro l’ora.
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