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Gabriele Farina

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TORINO – Nuova azione notturna di Extinction Rebellion a Torino. Nelle scorse ore gli attivisti hanno affisso decine di manifesti in diversi quartieri della città, dal Quadrilatero ad Aurora, con slogan che puntano a richiamare l’attenzione sulle cause della crisi climatica e sulle responsabilità politiche legate alle ondate di calore che stanno interessando il Piemonte.

Tra le scritte apparse sui muri si leggono frasi come «Questo caldo è una scelta» e «Questo caldo è stato gentilmente offerto da Governo e Regione Piemonte». Secondo il movimento ambientalista, l’iniziativa vuole spostare il dibattito dalle sole conseguenze delle temperature estreme alle politiche che, a loro avviso, contribuiscono ad aggravare la crisi climatica.

«Non è solo il caldo, ma le scelte politiche»

In una nota, Extinction Rebellion spiega che l’obiettivo dell’azione è «portare l’attenzione non solo sul caldo asfissiante che da settimane attanaglia l’Europa, ma anche sulle responsabilità politiche e sulle conseguenze sulla vita delle persone».

Il movimento sottolinea come il Piemonte stia affrontando la terza ondata di calore dell’anno, dopo quelle registrate a maggio e alla fine di giugno, con temperature che in alcune aree hanno superato i 40 gradi. Richiama inoltre l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli effetti delle alte temperature sulla salute pubblica.

Nel comunicato vengono citate anche alcune dichiarazioni istituzionali sul tema del caldo estremo, che gli attivisti giudicano riduttive rispetto alla gravità della situazione.

I dati sui decessi e sulle disuguaglianze climatiche

Extinction Rebellion richiama inoltre alcuni dati diffusi nelle scorse settimane. Tra questi, l’aumento dei decessi registrato a Torino durante l’ondata di caldo di fine giugno, con un incremento del 35% nei dieci giorni conclusivi del mese rispetto ai valori attesi, fenomeno che avrebbe colpito soprattutto la popolazione over 65.

Il movimento cita anche uno studio dell’Istat che evidenzia come il caldo in città non colpisca tutti allo stesso modo. Secondo l’analisi, tra la collina torinese e alcuni quartieri periferici, come Mirafiori Sud, possono registrarsi differenze di temperatura al suolo superiori ai 15 gradi, il divario più elevato rilevato in Italia.

Le critiche alle politiche energetiche

Nel comunicato, gli attivisti contestano anche le politiche energetiche nazionali e regionali. Secondo Extinction Rebellion, il Governo continua a privilegiare le fonti fossili attraverso il potenziamento delle importazioni di gas naturale liquefatto e il rinvio dell’uscita dal carbone.

Per quanto riguarda il Piemonte, il movimento evidenzia che una parte significativa della produzione elettrica regionale deriva ancora dalla combustione di gas metano e critica gli investimenti destinati ad alcuni comparti ritenuti ad alto impatto ambientale, come il settore sciistico.

«Serve cambiare rotta»

A parlare nel comunicato è anche Alan, attivista del movimento, che sostiene come il dibattito pubblico si concentri prevalentemente sulle misure per mitigare gli effetti del caldo nelle città, mentre resterebbero in secondo piano le cause strutturali della crisi climatica, tra cui il consumo di suolo, la dipendenza dalle fonti fossili e il ritardo negli interventi di adattamento urbano.

Nelle conclusioni della nota, Extinction Rebellion ribadisce la propria posizione, sostenendo che il caldo estremo rappresenta anche un problema di giustizia sociale, poiché colpisce maggiormente le persone più vulnerabili e con minori risorse. Per il movimento, la risposta dovrebbe passare da città più verdi, interventi di adattamento climatico e una progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

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