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CronacaTorino

Chiesti i lavori socialmente utili per 12 militanti di Avanguardia Torino, accusati di apologia di fascismo

Gli imputati dovranno inoltre risarcire entro otto mesi le parti civili: il proprietario del circolo “Edoras” e l’Unione delle Comunità Ebraiche

Marco Lovisolo

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TORINO – Un programma di rieducazione. Questo è stato stabilito dal giudice dell’udienza preliminare di Torino per dodici dei diciassette militanti del gruppo di estrema destra “Avanguardia Torino”: accusati di apologia di fascismo nell’ambito dell’inchiesta dei Ros dei Carabinieri coordinata dalla procura, è stata concessa loro dal giudice la messa alla prova, sotto forma di lavori socialmente utili. I militanti saranno impegnati per dieci mesi presso canili, Croce Rossa e la comunità dei Vincenziani. Tra loro c’è Carlo Vignale, figlio dell’assessore regionale piemontese Gian Luca Vignale.

Entro 15 giorni, i sostenitori di Avanguardia Torino dovranno presentarsi all’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) per l’avvio del percorso. Gli imputati dovranno inoltre risarcire entro otto mesi le parti civili costituite: il proprietario dei locali del circolo “Edoras”, in via Tibone a Torino, sequestrato dai Carabinieri del Ros, e l’Unione delle Comunità Ebraiche. Le somme ammontano a una cifra tra i 200 e i 400 euro per il proprietario e tra i 400 e i mille euro a testa per la comunità ebraica tutelata dall’avvocato Tommaso Levi.

Secondo l’accusa, durante concerti e dibattiti organizzati nella sede di Avanguardia Torino gli indagati avrebbero esaltato «principi, metodi e fatti del fascismo» e le sue «finalità antidemocratiche».

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