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Thor, il cane che ha conquistato 20 vette sopra i 4.000 metri: la straordinaria storia del piemontese Carlo Costa e del suo migliore amico

Per affrontare i Quattromila non basta la passione: servono esperienza, preparazione e conoscenza dell’ambiente alpino

Gabriele Farina

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TORINO – C’è chi in montagna cerca un panorama, chi una sfida con sé stesso e chi, semplicemente, un modo per tornare a vivere.

Per Carlo Costa, 32 anni, originario dell’Alto Canavese, quella strada verso la rinascita aveva quattro zampe, un folto mantello e un nome destinato a diventare simbolico: Thor.

Oggi Carlo e il suo cane lupo cecoslovacco hanno scritto una pagina speciale dell’alpinismo, raggiungendo insieme 20 cime oltre i 4.000 metri, un traguardo che rappresenta il nuovo primato europeo e che potrebbe persino trasformarsi in un record mondiale. L’ultima impresa è arrivata sull’Alphubel, vetta svizzera di 4.206 metri, conquistata nei primi giorni di luglio.

Un record nato quasi per caso

La loro storia, però, non è iniziata in alta quota. Anzi.

Carlo racconta di non essere mai stato un appassionato di montagna. La svolta arriva durante il difficile periodo della pandemia, quando attraversa una profonda depressione. È proprio allora che nella sua vita entra Thor.

Un cucciolo di cane lupo cecoslovacco con esigenze fisiche importanti, che costringe il suo padrone a uscire di casa, camminare, respirare e ricominciare a guardare avanti.

Quella che nasce come una necessità quotidiana si trasforma presto in una passione condivisa.

Prima le passeggiate sulle montagne del Canavese. Poi i tremila. Infine i grandi Quattromila delle Alpi.

Carlo non ha mai nascosto quanto Thor abbia cambiato la sua esistenza. Sul profilo Instagram 6_zampe_in_montagna compare una frase che riassume tutto: “Brancolavo nel buio, tu mi hai salvato.”

Dalle montagne del Piemonte ai giganti delle Alpi

Ogni salita è stata preparata con attenzione.

Allenamenti costanti, studio degli itinerari, rispetto delle condizioni meteo e delle difficoltà tecniche.

Per affrontare i Quattromila non basta la passione: servono esperienza, preparazione e conoscenza dell’ambiente alpino.

Negli anni Carlo e Thor hanno costruito un curriculum impressionante, arrivando a collezionare venti cime oltre quota 4.000 metri.

Un’impresa che nessun altro cane, almeno secondo le verifiche effettuate finora, aveva mai raggiunto. Lo stesso Carlo ha dichiarato di voler verificare la possibilità di ottenere un riconoscimento ufficiale da parte del Guinness World Records.

Una storia che divide il web

Come spesso accade quando un’impresa diventa virale, non sono mancati i commenti polemici.

Sui social qualcuno ha criticato la scelta di portare un cane a quote così elevate, sostenendo che si tratti di una ricerca di notorietà più che di una vera passione per la montagna.

Carlo ha risposto spiegando che ogni uscita viene affrontata con estrema attenzione, rispettando i tempi e le condizioni del proprio compagno di avventura e seguendo le regole dei parchi e della sicurezza in montagna.

Per lui Thor non è uno strumento per battere record.

È il compagno che gli ha restituito la voglia di vivere.

Un legame che vale più di qualsiasi vetta

Guardando le fotografie dei due in cima alle montagne, è difficile capire chi accompagni chi.

Thor sembra perfettamente a suo agio tra ghiacciai e creste alpine, mentre Carlo lo osserva con quell’espressione che hanno le persone quando sanno di aver trovato qualcosa di raro.

Il loro non è soltanto un viaggio tra le montagne più alte delle Alpi.

È la dimostrazione che, a volte, la vetta più difficile da raggiungere è quella che ci riporta a stare bene.

Le venti cime sopra i 4.000 metri resteranno negli archivi come un record.

Ma la vera impresa di Carlo e Thor è probabilmente un’altra: aver dimostrato che un’amicizia può cambiare una vita.

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