Seguici su

CronacaCuneo

Mattarella “richiama” Nordio sulla grazia al gioielliere Roggero: «Può essere attribuita solo dal Capo dello Stato»

Il Ministro è stato ricevuto oggi pomeriggio al Quirinale. Mattarella non ha espresso giudizio sul merito ma ha ricordato soltanto l’iter formale

Marco Lovisolo

Pubblicato

il

GRINZANE CAVOURIl caso del gioielliere Mario Roggero nelle scorse ore è arrivato a scomodare il Quirinale. Dopo la condanna definitiva in Cassazione a Roggero a 14 anni e 9 mesi, la destra ha avviato una raccolta firme per chiedere la grazia. Lo stesso presidente della Regione Piemonte Cirio si era fatto avanti chiedendo la clemenza. Il ministro della Giustizia Nordio ha poi affermato di voler iniziare l’istruttoria per la concessione del provvedimento da parte di Mattarella.

La sentenza 200 del 2006

Quasi immediata l’ammonizione del Capo dello Stato, che ha ricevuto il ministro al Quirinale nel pomeriggio di oggi, 16 luglio, «per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del Ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006» si legge nel comunicato, stringato ma deciso, emesso dalla Sala stampa del Quirinale.

Che cos’è il provvedimento di concessione della grazia?

C’è una questione di metodo che va rispettata, secondo Mattarella. La grazia è un atto di clemenza individuale concesso dal Capo dello Stato che estingue, in tutto o parzialmente, la pena inflitta con sentenza irrevocabile o la trasforma in un’altra specie di pena prevista dalla legge.

Per legge può essere chiesta dalla persona condannata o da altre a lei vicine, specificate dalla legge: i parenti più stretti, un convivente, il suo tutore o curatore, oppure il suo avvocato. Può essere concessa anche senza che venga fatta domanda, ma solo su iniziativa del presidente della Repubblica. L’istruttoria deve essere indirizzata al Presidente della Repubblica con un atto esplicito: a quel punto il ministero della Giustizia è responsabile dell’istruttoria, ma solo dopo che questa è stata rivolta al presidente della Repubblica. Quando invece non c’è una domanda esplicita, secondo la sentenza della Corte Costituzionale citata da Mattarella, la 200 del 2006, «l’iniziativa potrà essere assunta direttamente dal Presidente della Repubblica».

Se ne ridiscuterà più avanti…

Fonti della presidenza della Repubblica hanno precisato, parlando con l’Ansa, che il richiamo di Mattarella a Nordio non intende esprimere un giudizio sul caso: le motivazioni della sentenza saranno disponibili fra tre mesi, e quindi parlare della possibilità di una grazia è ancora prematuro.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *