SaluteTorino
Obesità grave, all’ospedale di Rivoli una Tac “su misura” permette l’esame a un paziente di 210 chili
Il protagonista della vicenda pesa circa 210 chilogrammi ed era ricoverato in un altro ospedale quando si è resa necessaria una Tac
RIVOLI – Per un uomo di 46 anni affetto da grave obesità, sottoporsi a una Tac toraco-addominale rischiava di trasformarsi in un ostacolo quasi insormontabile. Grazie a una particolare apparecchiatura in dotazione all’ospedale di Rivoli e al lavoro del personale sanitario, l’esame è stato invece eseguito in sicurezza, offrendo al paziente una risposta diagnostica fondamentale.
Il protagonista della vicenda, indicato con il nome di fantasia Luca, pesa circa 210 chilogrammi ed era ricoverato in un altro ospedale quando si è resa necessaria una Tac. Per questo è stato trasferito al presidio dell’Asl To3 di Rivoli, dove la Radiologia dispone di un tomografo computerizzato con caratteristiche tecniche che consentono di affrontare anche casi particolarmente complessi.
Una Tac progettata per pazienti con elevato peso corporeo
L’apparecchiatura installata a Rivoli, presente anche all’ospedale di Pinerolo, dispone di un’apertura di 82 centimetri e di un lettino capace di sostenere fino a 307 chilogrammi. Caratteristiche che permettono di eseguire esami diagnostici anche su pazienti che, con le Tac tradizionali, potrebbero incontrare importanti limitazioni.
L’aspetto tecnologico, però, rappresenta soltanto una parte del risultato. Nei pazienti con obesità severa, infatti, la qualità delle immagini può essere compromessa dalle caratteristiche fisiche, rendendo necessario modificare i protocolli standard per ottenere immagini diagnosticamente affidabili.
Il lavoro dell’équipe radiologica
Il personale della Radiologia ha personalizzato l’esame intervenendo su diversi parametri tecnici. Tra gli accorgimenti adottati figurano l’aumento del chilovoltaggio e dell’IQ level per migliorare la penetrazione del fascio radiogeno, l’utilizzo della funzione HD FOV (High Definition Field of View) per ampliare il campo visivo e una gestione specifica del mezzo di contrasto calibrata sul peso del paziente.
Un approccio che, spiegano dall’Asl To3, consente di adattare l’esame alle caratteristiche del singolo paziente, migliorando la qualità diagnostica e mantenendo elevati standard di sicurezza.
Tecnologia e diagnostica avanzata
Il direttore della Radiologia dell’ospedale di Rivoli, Marco Busso, sottolinea come il valore aggiunto dell’apparecchiatura sia rappresentato anche dalla tecnologia spettrale, che permette di ottenere informazioni aggiuntive rispetto alla diagnostica tradizionale.
Tra le applicazioni disponibili vi sono le mappe di concentrazione dello iodio in ambito oncologico, la caratterizzazione della composizione dei calcoli renali e lo studio dell’edema nelle fratture ortopediche. Strumenti che possono contribuire a ridurre la necessità di ulteriori esami invasivi o di ripetere le indagini diagnostiche.
Un modello organizzativo replicabile
Secondo il direttore generale dell’Asl To3, Giovanni La Valle, il caso dimostra come la combinazione tra tecnologie avanzate e competenze professionali permetta di affrontare situazioni cliniche particolarmente complesse. L’obiettivo, evidenzia l’azienda sanitaria, è applicare un modello operativo standardizzato nelle Radiologie degli ospedali dell’Asl To3, valorizzando la collaborazione tra specialisti e l’utilizzo ottimale delle apparecchiature disponibili.
Anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi evidenzia come investire in tecnologie di ultima generazione significhi rendere le cure più accessibili e inclusive, soprattutto per quei pazienti che presentano condizioni cliniche che richiedono percorsi diagnostici personalizzati.
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