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Chiara Scerba

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TORINO – Extinction Rebellion è tornata a farsi “percepire” attraverso un gesto simbolico degli attivisti nel cuore del capoluogo piemontese. È stata “preso di mira” e interamente ridipinta di colore verde fluo una delle storiche fontanelle in ferro battuto della città, il Toret, situata in piazza Arbarello.

L’installazione, dal forte impatto visivo, è stata accompagnata dall’affissione dello slogan “Caldo e siccità: chi governa ti lascia a secco” e dall’allestimento di vasi di fiori e bicchieri messi a disposizione dei passanti per abbeverarsi.

Le motivazioni dietro il gesto

Secondo quanto diffuso nel comunicato ufficiale, la scelta del colore verde acido (già utilizzato in passato per altre manifestazioni simboliche sui corsi d’acqua) intende evocare uno stato di allarme ecologico. Gli attivisti contestano la gestione dei beni comuni e delle risorse idriche da parte delle autorità nazionali e regionali, definendo l’attuale scenario climatico come il risultato di precise “scelte politiche”.

A supporto della propria mobilitazione, Extinction Rebellion ha richiamato alcuni recenti passaggi istituzionali al centro del dibattito politico. Viene criticata la scarsa frequenza delle convocazioni della Cabina di Regia per la Crisi Idrica presso il Ministero delle Infrastrutture, riunitasi lo scorso 9 luglio dopo un lungo periodo di stallo, con lo stanziamento di 1,7 miliardi di fondi emergenziali giudicati insufficienti dalle associazioni di categoria. A ciò si aggiunge quanto ricordato dal movimento, ovvero la recente pronuncia della Corte Costituzionale, che ha bocciato alcuni articoli della legge della Giunta Cirio elativi all’innalzamento dei prelievi idrici dai fiumi nei periodi di magra, considerati in contrasto con le direttive europee sul deflusso ecologico.

L’azione non è di certo un caso isolato, ma anzi si inserisce in un clima di forte contrapposizione dialettica tra i movimenti per la giustizia climatica e i rappresentanti locali dei partiti di maggioranza, recentemente culminato in scambi di note polemiche tra il movimento e gli uffici stampa politici circa la responsabilità delle emissioni e la gestione strutturale delle emergenze ambientali in Piemonte.

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