CronacaPoliticaVercelli
Protesta in Valsesia: protesta contro l’insediamento di famiglie israeliane del “Progetto Baita”
La critica al Progetto: “Non è altro che un tentativo di promuovere l’infiltrazione economica e politica del nostro Paese”
VALSESIA – Un’aspra polemica sta infiammando la Valsesia, nel Vercellese, legata a un piano di ripopolamento e rilancio immobiliare montano. Al centro della contestazione c’è il “Progetto Baita”, un’iniziativa ideata da Ugo Luzzati con l’obiettivo di recuperare e riabitare i borghi alpini della valle in via di spopolamento, che prevede il prossimo insediamento di alcune decine di famiglie israeliane.
Nella giornata di oggi, sabato 18 luglio 2026, un gruppo di residenti locali ha organizzato una manifestazione itinerante, attraversando i piccoli centri coinvolti dal piano immobiliare per manifestare il proprio dissenso e distribuire materiale informativo alla cittadinanza.
Le accuse dei manifestanti: “Rischio di insediamento coloniale”
I promotori della protesta contestano duramente la natura dell’operazione, tracciando parallelismi con il contesto mediorientale:
“Quello che viene presentato come un progetto per ripopolamento — sostengono i manifestanti — non è altro che un tentativo di promuovere l’infiltrazione economica e politica del nostro Paese, avendo come obiettivo un vero e proprio insediamento coloniale”.
Nel mirino del gruppo c’è la preoccupazione per il futuro del territorio locale: “Iniziò così anche in Palestina: i sionisti arrivarono promettendo soldi, sviluppo, pace e lavoro. La realtà l’abbiamo vista tutti con le macerie di Gaza e le centinaia di cittadine abitate da coloni”, affermano nella nota diffusa a margine della mobilitazione. “Noi non vogliamo diventare come Gaza. Per questo oggi abbiamo attraversato i paesi coinvolti dal progetto Baita per avvertire gli abitanti della minaccia che incombe su di loro”.
Il caso ha subito sollevato un forte dibattito politico e sociale nella vallata, dividendo l’opinione pubblica tra chi vede nel progetto un’opportunità di indotto economico per le terre alte e chi esprime forti riserve geopolitiche ed etiche.
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