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Metropolitana di Torino e gestione del caldo: la verità sugli impianti e le proposte del sindacato

La prima precisazione del segretario punta a smantellare un falso mito: la metropolitana di Torino non ha mai avuto un impianto di aria condizionata

Gabriele Farina

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TORINO – Negli ultimi giorni si sono rincorsi sui social e sui media diversi articoli e commenti riguardanti la gestione delle temperature all’interno della metropolitana di Torino. A fare chiarezza sulla situazione interviene Roberto Faranda, Segretario Regionale del dipartimento Mobilità di Fast Confsal, che spiega il funzionamento reale del sistema di aerazione e avanza alcune proposte per il futuro.

Niente aria condizionata: come funziona il “raffrescamento” attuale

La prima precisazione del segretario punta a smantellare un falso mito: la metropolitana di Torino non ha mai avuto un impianto di aria condizionata. Il forte rumore che i passeggeri avvertono su alcuni treni non è altro che il sistema di aria forzata.

L’intera rete sotterranea si basa su un modello di aerazione dinamica:

  • Effetto pistone e ventilatori: I tunnel e le stazioni sfruttano il movimento stesso dei convogli e grandi ventilatori per garantire almeno cinque ricambi d’aria all’ora.
  • Strategia giorno/notte: Durante la notte e nelle prime ore del mattino, l’aria esterna viene immessa alla massima potenza per rinfrescare le gallerie sfruttando le ore meno calde. Di giorno, al contrario, la ventilazione viene ridotta al minimo per evitare l’ingresso dell’afa.

Questo sistema permette di abbassare la temperatura interna di circa sei gradi rispetto all’esterno. Un risultato che tuttavia, come sottolinea Faranda, «risulta insufficiente a causa dell’aumento delle temperature causato dalla crisi climatica».

Le soluzioni sul tavolo e le proposte per il futuro

Mentre il Gruppo Torinese Trasporti (GTT) sta valutando un sistema alternativo per far fronte alle estati sempre più torride, dal sindacato arrivano alcuni suggerimenti pratici per migliorare il comfort di passeggeri e lavoratori, strizzando l’occhio al risparmio energetico:

  • Ventilconvettori a pompa di calore: Impianti che sfruttano la circolazione di acqua fredda per scambiare calore e abbassare la temperatura dell’aria.
  • Raffrescatori evaporativi fissi: Sistemi che utilizzano il principio naturale dell’evaporazione dell’acqua per rinfrescare l’ambiente, garantendo consumi elettrici decisamente inferiori rispetto ai condizionatori classici.

Sicurezza sul lavoro: la situazione del personale GTT

Fast Confsal fa il punto anche sulle misure adottate per tutelare i lavoratori della metropolitana, in linea con le disposizioni del D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro.

L’azienda ha implementato diversi interventi, tra cui l’installazione di condizionatori in tutti i poli logistici (ad eccezione di quello di Porta Nuova, che risulta attualmente non operativo) e l’eliminazione dei presidi fissi negli atrii delle stazioni.

Resta tuttavia un nodo centrale da risolvere: «L’aspetto più critico – conclude il segretario Roberto Faranda – concerne il controllo della temperatura sui treni, condotto dai lavoratori GTT alla banchina 2 in occasione della fermata nella stazione Fermi». Una criticità su cui il sindacato continuerà a mantenere alta l’attenzione per garantire il benessere di chi, ogni giorno, permette a migliaia di torinesi di muoversi in città.

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