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Presentata alla Camera la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’Heysel

Chiellini: «Siamo qui perché non succeda di nuovo. Il calcio deve essere momento di festa per migliaia di persone in presenza e milioni da lontano»

Marco Lovisolo

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La commemorazione delle 39 vittime dello stadio Heysel sarà Giornata nazionale dal prossimo 29 maggio. Nella mattinata di oggi, 21 luglio, la Giornata è stata presentata alla Camera dei Deputati di Roma con l’evento “1985-2026 Heysel, finalmente il giorno della memoria”, che ha ospitato, tra gli altri, i vertici della Juventus, il ministro Abodi e gli interventi di addetti ai lavori, alcuni dei quali presenti allo stadio 41 anni fa, come il calciatore della Juve, oggi fan ambassador della società, Sergio brio, e il noto giornalista Carlo Nesti, oggi apprezzato opinionista di Radio Sportiva e allora radiocronista Rai.

La Giornata è stata istituita dalla legge n. 101 dell’8 giugno 2026 (in vigore dal 1° luglio) su proposta dell’onorevole Fabrizio Comba (FdI), anche lui presente allo stadio di Bruxelles durante quella tragica finale di Coppa dei Campioni Liverpool-Juventus.

«Abbiamo fatto investimenti in sicurezza, rendendo il nostro stadio uno dei più sicuri in Italia»

«Una giornata che rimarrà per sempre nella storia della Juventus e del calcio italiano, una partita che doveva essere solo uno spettacolo di calcio e che invece si ricorda come una tragedia. Siamo qui perché non succeda di nuovo. Il calcio deve essere un momento di festa per migliaia di persone in presenza e milioni da lontano» le parole di Giorgio Chiellini, Chief Club Affairs Officer della Juventus.

«Dopo questa immane tragedia, che non è solo della Juventus ma dell’intero mondo sportivo, abbiamo assunto l’impegno di non dimenticare mai e di fare in modo che non possa più succedere. Abbiamo ricordato questa tragedia in tutti i luoghi che ci sono più cari. Abbiamo fatto investimenti in sicurezza, rendendo il nostro stadio uno dei più sicuri in Italia» le parole del presidente bianconero, Gianluca Ferrero.

Mancava solo l’appuntamento formale

«Una data per ricordare questo giorno mancava dal punto di vista formale, ma nella mente c’è sempre stata» – così il ministro dello Sport Andrea Abodi – «Ora si tratta di riempirla di significati ulteriori perché se fosse solo il giorno nel quale celebrare la memoria di quella serata drammatica perderemo un elemento importante». Il ministro ha invitato a fare della giornata «un monito perché non succeda più», ricordando che ancora oggi negli stadi si verificano comportamenti offensivi verso le vittime di tragedie come Heysel. Per questo, ha concluso, l’iniziativa dovrà contribuire a «salto di qualità educativo e culturale» del mondo dello sport, soprattutto dentro gli stadi.

Dove è necessaria una presa di responsabilità, secondo Abodi: «Chi sbaglia, chi non rispetta, esce dal gioco: se ce la caviamo con qualche buffetto formale, con qualche piccolo daspo, non comprendiamo che lo stadio è il luogo in cui entrano decine e decine di bambini senza dover ricominciare il processo educativo».

La voce dal campo

«Io sono felice della nascita di questa giornata, per due motivi» – ha affermato nel messaggio trasmesso in aula Carlo Nesti – «Perché è vero che ci sono state altre stragi negli stadi, ma l’unicità dell’Heysel è che qui si scontrarono gli ultras di una squadra, il Liverpool e le famiglie inermi, che sostenevano la Juventus, mamme, papà, bambini, nonni. Uno scontro impari e diabolico. Il secondo motivo è perché, in questi decenni, è stato dato un peso maggiore a quanto successe dopo la strage, che non prima, e cioè il comportamento della società torinese, l’inconsapevolezza dei giocatori e dei dirigenti di quanto era accaduto, lo svolgimento della partita, la discutibile consegna di una Coppa insanguinata. Grazie a questa giornata, voluta dall’onorevole Comba, ogni anno, verrà ristabilita la verità. E ogni anno, al cospetto dei giovani, predicheremo la speranza, che ciò che è accaduto, non accada mai più».

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