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E’ morto Franco Baresi capitano e icona del Milan. I suoi rapporti con Torino e con il Piemonte
Il Piemonte e Torino sono stati per Baresi il teatro della storica rivalità tra Milan e Juventus, ma anche delle sfide con il Toro
Franco Baresi è morto a 66 anni, capitano, leggenda e icona del Milan. Lo ha annunciato la società rossonera attraverso i suoi social e attraverso il suo sito.
Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica.
Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre.
Quando si parla di Franco Baresi, il pensiero corre immediatamente al Milan, alla Nazionale italiana e a una delle carriere più straordinarie nella storia del calcio mondiale. Capitano simbolo dei rossoneri per oltre quindici anni, campione del mondo nel 1982 e vicecampione del mondo nel 1994, Baresi ha incarnato valori come lealtà, eleganza e leadership. Eppure, nel corso della sua lunga carriera, non sono mancati i rapporti con Torino e il Piemonte, una terra che ha rappresentato per lui il palcoscenico di alcune delle sfide più importanti e significative. Franco Baresi ha legato il proprio nome al Milan fin dal debutto in Serie A nel 1977. Con la maglia rossonera ha conquistato sei scudetti, tre Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, diventando uno dei più grandi difensori di tutti i tempi.
Il Piemonte è stato per Baresi innanzitutto il teatro della storica rivalità tra Milan e Juventus. Per quasi vent’anni, infatti, il difensore ha affrontato i bianconeri allo Stadio Comunale prima e allo Stadio delle Alpi poi, in partite che spesso valevano uno scudetto. Gli anni Ottanta e Novanta hanno visto sfidarsi le grandi squadre italiane in un campionato considerato il più competitivo del pianeta: il Milan di Arrigo Sacchi e Fabio Capello contro la Juventus di Trapattoni, Lippi e dei grandi campioni internazionali.
Torino, in particolare, è stata una tappa ricorrente della sua carriera. Il capoluogo piemontese ha ospitato numerosi incontri della Nazionale italiana ai quali Baresi ha preso parte, compresi quelli disputati durante i Mondiali del 1990. Lo Stadio delle Alpi, costruito proprio per Italia ’90, rappresentò uno degli impianti simbolo di quella manifestazione che contribuì a consolidare il prestigio internazionale del calcio italiano.
Anche contro il Torino, Franco Baresi ha vissuto pagine importanti della sua storia sportiva. Le sfide contro i granata, caratterizzate da grande agonismo e rispetto reciproco, hanno alimentato una tradizione calcistica che unisce Lombardia e Piemonte. Il Torino degli anni Ottanta e Novanta, con giocatori come Junior, Lentini e Bresciani, fu spesso un avversario ostico per il Milan delle grandi vittorie.
Negli anni successivi al ritiro, avvenuto nel 1997, l’ex capitano rossonero è stato più volte ospite di eventi sportivi, iniziative benefiche e manifestazioni dedicate ai giovani organizzate nel territorio piemontese. La sua figura continua a essere associata ai valori dello sport, tanto da essere frequentemente invitato a incontri pubblici e convegni dedicati all’educazione sportiva e alla formazione delle nuove generazioni.
Non va dimenticato che Torino rappresenta una delle capitali storiche del calcio italiano. La città del Grande Torino, della Juventus e del Museo del Calcio conserva un legame particolare con tutti i protagonisti della Serie A del Novecento, e Franco Baresi occupa un posto di primo piano in questa memoria collettiva. Le sue prestazioni negli stadi piemontesi sono ancora ricordate dagli appassionati che hanno avuto la fortuna di assistere dal vivo ai duelli con Platini, Baggio, Vialli e Del Piero.
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