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TORINO – Una organizzazione criminale transnazionale perfettamente strutturata, capace di allestire vere e proprie fabbriche clandestine mimetizzate nelle aree industriali torinesi e di sfornare fino a 48 mila pacchetti di bionde al giorno destinati soprattutto ai mercati del Nord Europa.

È il quadro impressionante emerso dall’operazione Chain Smoking, condotta in sinergia dalla guardia di finanza (Nucleo PEF) e dall’Arma dei carabinieri (Compagnia di Venaria Reale), sotto la regia della Procura della Repubblica di Torino.

All’alba è scattato un maxi-blitz con oltre 130 militari impiegati, che hanno dato esecuzione a una ordinanza del GIP del Tribunale di Torino nei confronti dei membri della banda, tutti provenienti da Paesi dell’Est Europa (Moldavia, Romania, Bulgaria e Ucraina).

I numeri dell’ordinanza e del sequestro

Le misure cautelari personali colpiscono in totale 23 persone:

  • 4 custodie cautelari in carcere;
  • 1 agli arresti domiciliari;
  • 18 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Parallelamente, sono scattati sequestri preventivi per quasi 140 milioni di euro. Le ricerche patrimoniali degli investigatori hanno permesso di apporre i sigilli a un tesoro fatto di immobili, auto e autoarticolati, macchinari industriali, conti correnti e beni di gran lusso, tra cui orologi di marche prestigiose e diamanti.

Gli opifici fantasma nell’hinterland torinese

L’indagine ha permesso di individuare 5 opifici occulti e 2 depositi strategici. Gli impianti produttivi erano mimetizzati e dotati di macchinari ad altissima tecnologia, dislocati sia nella zona nord del capoluogo piemontese (nei quartieri Madonna di Campagna, Barca e Rebaudengo), sia nei comuni della cintura: Caselle Torinese, Venaria Reale e Avigliana.

Nel corso dell’attività sono state complessivamente sequestrate:

  • Oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato di contrabbando (di provenienza extra-UE);
  • 22 tonnellate di sigarette già impacchettate;
  • Quasi 538 milioni di componenti (filtri, cartine e packaging) per il confezionamento con marchi contraffatti dei brand più noti.

Un danno da centinaia di milioni di euro

Le perizie sulle linee di montaggio rivelano ritmi di produzione industriali. Secondo le stime degli inquirenti, durante il periodo di operatività clandestina l’organizzazione avrebbe immesso sul mercato nero almeno 35 milioni di pacchetti di sigarette (pari a 700 tonnellate di prodotto).

Un traffico illecito da capogiro:

  • Guadagni stimati per i trafficanti: non meno di 175 milioni di euro;
  • Evasione fiscale: circa 112 milioni di euro di accise e 28 milioni di IVA sottratti al fisco.
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