Seguici su

SocietàVercelli

Carcere di Vercelli, 368 detenuti per 229 posti: “Situazione grave”

Particolarmente critica, secondo Blengino e Mellano, è la situazione degli educatori

Gabriele Farina

Pubblicato

il

VERCELLI – Sovraffollamento, carenza di agenti della Polizia penitenziaria e pochi educatori. È la situazione denunciata da Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, e Bruno Mellano, già Garante dei detenuti della Regione Piemonte, al termine della visita alla Casa circondariale di Vercelli.

Secondo quanto riferito dai due esponenti radicali, nel carcere vercellese sono presenti 368 detenuti a fronte di una capienza di 229 posti. Un dato che evidenzia un sovraffollamento significativo e che si aggiunge alle difficoltà legate alla carenza di personale.

Solo due educatori sui cinque previsti

Particolarmente critica, secondo Blengino e Mellano, è la situazione degli educatori. In servizio ce ne sono due sui cinque previsti dall’organico, ma nelle ultime settimane soltanto uno sarebbe stato effettivamente presente.

Una carenza che, secondo i Radicali, rende ancora più difficile garantire ai detenuti quei percorsi di accompagnamento e reinserimento che dovrebbero rappresentare una parte fondamentale della funzione rieducativa della pena.

A questo si aggiunge la carenza di personale di Polizia penitenziaria, in un istituto che deve gestire una popolazione detenuta nettamente superiore rispetto ai posti disponibili.

Disagio psichiatrico e autolesionismo

Durante la visita è emersa anche la questione del disagio psichiatrico, particolarmente evidente tra la popolazione carceraria più giovane. I Radicali segnalano inoltre episodi di autolesionismo, soprattutto tra i giovani adulti.

Un quadro che rende ancora più complessa la gestione quotidiana dell’istituto e che, secondo Blengino e Mellano, richiederebbe maggiori risorse e interventi specifici.

“La stragrande maggioranza dei detenuti non fa nulla”

Ma a preoccupare maggiormente i due esponenti radicali è soprattutto la mancanza di attività durante la giornata.

«La stragrande maggioranza dei detenuti trascorre le giornate senza fare nulla: pochissimo lavoro e pochissimi corsi, nonostante gli sforzi del personale», denunciano Blengino e Mellano.

Il tema è centrale perché il lavoro, la formazione e le attività educative rappresentano strumenti essenziali per favorire il reinserimento sociale una volta terminata la detenzione e, di conseguenza, ridurre il rischio di recidiva.

Secondo i Radicali, invece, la situazione attuale rischia di produrre l’effetto opposto.

“Un carcere così non rieduca”

«Un carcere così non rieduca e non riduce la recidiva, ma diventa un’università del crimine», è la conclusione di Blengino e Mellano.

La visita alla Casa circondariale di Vercelli riporta quindi al centro il tema delle condizioni degli istituti penitenziari piemontesi, tra sovraffollamento, carenza di personale e insufficienza delle attività trattamentali.

I numeri forniti dai Radicali descrivono un istituto chiamato a gestire quasi 140 detenuti in più rispetto ai posti disponibili, con un organico educativo ridotto e una forte necessità di interventi sul fronte della salute mentale, della formazione e del lavoro.

Una situazione che, secondo i promotori della visita, rischia di compromettere proprio quella funzione rieducativa che la Costituzione attribuisce alla pena.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *