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Radici Chimica, due giorni di protesta a Novara contro tagli agli stipendi e 140 licenziamenti
L’azienda ha annunciato l’intenzione di licenziare 140 dipendenti su un totale di 287
NOVARA – Due giorni di protesta davanti alla Radici Chimica di Novara. I lavoratori dello stabilimento di via Fauser sono pronti a scendere in piazzale mercoledì 26 e giovedì 27 agosto, dalle 13 alle 15, per contestare la situazione che si è venuta a creare all’interno dell’azienda, controllata dal fondo americano Lone Star Funds.
Alla base della mobilitazione ci sono due questioni che hanno acceso lo scontro tra azienda e sindacati: il mancato riconoscimento di una parte degli incentivi previsti per i lavoratori e il piano di esuberi annunciato dalla società.
Radici Chimica, a rischio 140 posti di lavoro
La situazione più delicata riguarda il futuro occupazionale dello stabilimento novarese. L’azienda ha infatti annunciato l’intenzione di licenziare 140 dipendenti su un totale di 287, in seguito alla decisione di chiudere quattro settori produttivi.
Radici Chimica opera nel comparto della chimica e produce, tra gli altri prodotti, composti chimici, nylon e tecnopolimeri. Il piano annunciato dall’azienda rappresenterebbe quindi un ridimensionamento molto pesante per lo stabilimento di Novara e per il suo organico.
I sindacati chiedono ora di conoscere nel dettaglio il piano industriale e di aprire un confronto per cercare soluzioni che possano ridurre l’impatto occupazionale.
La protesta per gli incentivi in busta paga
A far salire ulteriormente la tensione è stata la questione degli stipendi. Secondo quanto spiegano le organizzazioni sindacali, una parte dei salari relativi al mese di luglio sarebbe stata tagliata senza una preventiva comunicazione a lavoratori e rappresentanze sindacali.
In particolare, a pesare è il mancato riconoscimento di un incentivo previsto dal contratto nazionale per il triennio 2025-2028, pari in media a circa 60 euro.
Secondo quanto riferito dai sindacati, l’accordo raggiunto con la precedente proprietà prevedeva che la somma fosse corrisposta attraverso cinque buste paga. Le prime due rate sarebbero state regolarmente pagate, mentre la terza non sarebbe stata riconosciuta.
I lavoratori si aspettano ora che l’importo possa essere recuperato con la busta paga di agosto.
Il confronto con azienda e sindacati
Il confronto entrerà nel vivo già martedì 25 agosto, quando è previsto un incontro tra i vertici del Gruppo e le organizzazioni sindacali.
Un secondo appuntamento è invece fissato per venerdì 28 agosto nella sede novarese di Confindustria, dove le parti torneranno a discutere della situazione dello stabilimento e delle prospettive occupazionali.
Nel frattempo, i sindacati hanno lanciato un appello alla politica affinché venga convocato un tavolo di crisi locale, ritenuto necessario per affrontare una vertenza che rischia di avere conseguenze importanti sul territorio novarese.
Quattro mesi per trovare un accordo
Il nodo centrale resta quello dei 140 esuberi. I sindacati spiegano di essere ora in attesa del piano industriale dell’azienda. Una volta definito il quadro, ci sarebbero circa quattro mesi di tempo per arrivare a un accordo.
La mobilitazione di mercoledì 26 e giovedì 27 agosto rappresenta quindi un primo momento di pressione in una vertenza destinata a proseguire nelle prossime settimane. Da una parte c’è la necessità dichiarata dall’azienda di riorganizzare la produzione e chiudere quattro settori; dall’altra, lavoratori e sindacati chiedono di salvaguardare il maggior numero possibile di posti di lavoro e di garantire il rispetto degli accordi economici.
La partita della Radici Chimica di Novara è dunque appena iniziata e il prossimo confronto tra azienda, sindacati e istituzioni sarà decisivo per capire quale sarà il futuro dello stabilimento e dei suoi 287 lavoratori.
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