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«Mi è caduto il mondo addosso»: il Cammino di Oropa per dimostrare che con una stomia si può tornare a vivere

Dal 6 all’11 ottobre, un cammino organizzato dall’associazione A.P.I.STOM. “La Granda” in collaborazione con le stomaterapiste dell’Asl

Gabriele Farina

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CUNEO – «Quando mi hanno detto che avrei avuto una stomia permanente mi è caduto il mondo addosso. Poi però mi sono rialzato, ho cercato persone che avessero vissuto la mia stessa esperienza e la situazione è cambiata».

È da questa esperienza personale che nasce il “Cammino di Oropa”, la nuova iniziativa promossa da A.P.I.STOM. “La Granda”, l’associazione che riunisce persone portatrici di stomia e che vuole dimostrare, attraverso un’esperienza concreta, che anche dopo un intervento che cambia profondamente la quotidianità è possibile tornare a vivere pienamente.

A organizzarlo è Mauro Stellino, presidente dell’associazione, cuneese, sportivo e appassionato di cammini. Dopo l’intervento non ha rinunciato alle sue passioni, arrivando a percorrere per ben tre volte il Cammino di Santiago di Compostela, seguendo itinerari differenti. Ora ha deciso di affrontare una nuova sfida, questa volta coinvolgendo altri portatori di stomia nel percorso verso Oropa.

L’obiettivo non è soltanto camminare. È soprattutto incontrarsi, condividere esperienze e offrire a chi si trova all’inizio di un percorso difficile la possibilità di confrontarsi con qualcuno che quella strada l’ha già percorsa.

L’importanza di incontrare chi ha già vissuto la stessa esperienza

Accanto a Stellino c’è un gruppo di volontari che ha appena concluso un percorso di formazione condotto dalle stomaterapiste dell’Asl CN1. Il progetto prevede ora, in via sperimentale, l’avvio di un primo Centro di ascolto tra pari nella Casa della Comunità di Savigliano.

Per chi deve affrontare una stomia, infatti, il cambiamento può avere conseguenze non soltanto fisiche, ma anche psicologiche e sociali. Paura, imbarazzo e timore di non poter più condurre la vita di prima possono favorire l’isolamento.

«Ho lavorato in Chirurgia per 40 anni e nel 2009 l’Asl mi ha offerto la possibilità di specializzarmi», racconta Franca Alladio, ex stomaterapista dell’Asl CN1, oggi in pensione e figura centrale dell’associazione. «Si è evoluta la chirurgia, è stato messo a punto un percorso ben strutturato per gli stomizzati, ma nella mia esperienza ho notato che mancava il confronto con una persona che avesse già vissuto questa esperienza».

È proprio questo il valore dell’ascolto tra pari: aggiungere alla competenza sanitaria qualcosa che un professionista, per quanto preparato, non può offrire, cioè la testimonianza diretta di chi ha già affrontato lo stesso cambiamento.

La rete dell’Asl CN1: circa 800 persone seguite

L’Asl CN1 segue attualmente circa 800 persone portatrici di stomia, sia urinaria sia fecale. A queste si aggiungono circa 200 persone inserite nei percorsi di rieducazione del pavimento pelvico di primo livello per problemi di incontinenza urinaria e fecale.

La rete dei Centri per la cura delle stomie e dell’incontinenza è stata strutturata nel 2014, dopo l’avvio di un’attività dedicata già nel 2010.

«L’Asl CN1 ha scelto di investire, e sta ancora investendo, su infermiere in possesso di competenze specifiche», spiega Anna Maddalena Basso, direttrice della Direzione delle Professioni Sanitarie (Dipsa). Si tratta delle cosiddette stomaterapiste, professioniste formate attraverso un master universitario di primo livello.

Gli ambulatori sono presenti a Savigliano, Saluzzo, Fossano e Dronero, all’interno delle Case della Comunità, e inoltre a Cuneo e Mondovì. Una distribuzione pensata per garantire un servizio di prossimità e assicurare continuità tra ospedale e territorio.

L’accesso avviene dal lunedì al venerdì su appuntamento e la presa in carico è affidata a un’équipe infermieristica specializzata composta attualmente da quattro stomaterapiste: Beatrice Allasia, Rebecca Balestra, Alessandra Emiren e Marcella Pellissero.

Dall’intervento all’autonomia

Il percorso di assistenza comincia già prima dell’intervento. In questa fase i pazienti vengono accompagnati attraverso colloqui informativi e viene individuato il punto più adatto per il confezionamento della stomia.

Dopo l’operazione, il percorso prosegue nei reparti ospedalieri e successivamente negli ambulatori territoriali, con l’obiettivo di accompagnare la persona verso la progressiva autonomia e l’autogestione della stomia.

Dal 2025 questo percorso si è arricchito della collaborazione con A.P.I.STOM. “La Granda”. Nel giugno scorso si è concluso il corso di formazione destinato a 15 volontari stomizzati, che saranno impegnati negli sportelli di ascolto tra pari nelle strutture ospedaliere del territorio.

Il progetto ha coinvolto, oltre all’associazione, anche professionisti della psicologia, dell’urologia e le stomaterapiste. Un punto è stato chiarito durante la formazione: il volontario non sostituisce il professionista e non fornisce indicazioni cliniche. Il suo compito è diverso: mettere a disposizione la propria esperienza.

Il messaggio del Cammino di Oropa

È questo il significato più profondo dell’iniziativa di ottobre. Il Cammino di Oropa vuole diventare un’occasione per uscire dalla solitudine, ritrovare fiducia nel proprio corpo e mostrare, attraverso l’esempio di chi lo ha già fatto, che una stomia non significa necessariamente rinunciare alla propria vita.

«Stare vicino al paziente, garantirgli la salute psico-fisica e una qualità di vita soddisfacente: credo siano questi gli obiettivi che ci dobbiamo porre», sottolinea Giuseppe Guerra, direttore generale dell’Asl CN1, ricordando il percorso costruito dall’Azienda negli ultimi 15 anni.

Anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi sottolinea il valore dell’iniziativa: «Il Cammino di Oropa racconta meglio di tante parole quale sia l’obiettivo della buona sanità: non soltanto curare, ma aiutare le persone a ritrovare autonomia, fiducia e qualità della vita».

E forse è proprio questa la storia che Mauro Stellino vuole raccontare mettendosi nuovamente in cammino: quella di una persona che, dopo aver pensato che tutto fosse finito, ha scoperto che poteva semplicemente cominciare una nuova strada.

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