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Dal 2027 Torino perde lo Staff College delle Nazioni Unite
Lo Staff College verrà fuso con un altra organizzazione dell’ ONU
TORINO – Dal primo gennaio 2027 lo Staff College delle Nazioni Unite, che ha sede ad oggi a Torino verrà fuso con un altra organizzazione dell’ ONU.
L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato la fusione tra lo United Nations System Staff College (Unssc) e l’ United Nations Institute for Training and Research (Unitar) che ha sede a Ginevra. È la prima fusione a partire dalla riforma UN80, il pacchetto di razionalizzazioni per tagliare i costi della struttura internazionale.
Dalla fusione dei due enti nascerà l’Unicli (United Nations Institute for Capability and Learning Innovation), che avrà sede a Ginevra.
Unssc è la terza agenzia Onu con Unicri e Itc-Ilo che occupa gli spazi a Torino vicino al Po, nel Campus delle Nazioni Unite di viale Maestri del Lavoro, sugli stessi terreni che ospitano anche il Centro internazionale di formazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Non si hanno informazioni sul destino di chi lavora nell’ente.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Andrea Russi, ha chiesto che il sindaco Stefano Lo Russo riferisca in aula sulla vicenda in consiglio comunale, ma la richiesta è stata respinta
La Giunta ha respinto la mia richiesta di comunicazioni sul trasferimento a Ginevra del quartier generale dello Staff College ONU perché, mi è stato riferito, avrebbe appreso la decisione soltanto dal comunicato stampa. Una risposta che trovo francamente sconcertante e che rende la vicenda ancora più grave.
Già il 4 agosto la stampa torinese aveva dato ampio spazio alla possibile fusione tra UNSSC e UNITAR, al rischio di trasferimento a Ginevra e alle conseguenze per i lavoratori. Possibile che in un mese la Giunta, e in particolare chi ha la delega alle relazioni internazionali, non abbia chiesto informazioni, non abbia avuto interlocuzioni con il Governo, la Farnesina o le Nazioni Unite e sia rimasta ad aspettare un comunicato stampa? Parliamo di una delle presenze internazionali più importanti della città, ospitata peraltro in un Campus di proprietà comunale. Se chi governa Torino viene a sapere dai giornali quello che succede in uno dei suoi principali poli internazionali, vuol dire che la Giunta si è ridotta al ruolo di spettatrice di ciò che accade nella città che dovrebbe amministrare.
È grave che l’Amministrazione arrivi a conoscenza di una vicenda di questa portata quando le decisioni sono ormai assunte. E purtroppo non è la prima volta che accade. L’impressione, ancora una volta, è quella di una barca senza comandante: gli eventi corrono e la Giunta arriva dopo.
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