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Diagnosi tempestiva e intervento d’urgenza: a Susa salvato un 77enne colpito dalla rottura di un aneurisma

I chirurghi hanno eseguito una splenectomia d’urgenza, riuscendo a bloccare l’emorragia e a salvare il paziente

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SUSA – Una diagnosi tempestiva e un intervento chirurgico eseguito senza perdere tempo gli hanno salvato la vita. È quanto accaduto a un uomo di 77 anni, residente in Valle di Susa, arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Susa poco più di una settimana fa dopo aver avuto diversi episodi di sincope.

Fin dai primi accertamenti, i medici hanno compreso che le sue condizioni erano estremamente gravi e che il paziente era in imminente pericolo di vita. Gli esami eseguiti in tempi rapidi, in particolare una Tac, hanno infatti evidenziato una grave emorragia interna provocata dalla rottura di un aneurisma dell’arteria splenica, una patologia rara e potenzialmente letale.

La rapidità nell’individuare la causa del malore si è rivelata decisiva. Una volta completati gli accertamenti, il 77enne è stato trasferito immediatamente in sala operatoria, dove l’équipe chirurgica guidata dal primario Massimiliano Caccetta è intervenuta quando il paziente era ormai prossimo al collasso. L’operazione è stata condotta in collaborazione con la squadra di anestesiologia coordinata dal responsabile Luca Sivera.

I chirurghi hanno eseguito una splenectomia d’urgenza, riuscendo a bloccare l’emorragia e a salvare il paziente.

Superata la fase più critica grazie al tempestivo intervento e al lavoro congiunto delle diverse équipe, l’uomo è stato trasferito in terapia intensiva, dove è rimasto sotto osservazione per tre giorni. Successivamente è stato trasferito nel reparto di degenza ordinaria. Dopo circa una settimana di ricovero, è stato dimesso senza complicazioni.

“Nella rottura di un aneurisma dell’arteria splenica la rapidità della diagnosi e dell’intervento può essere determinante per la sopravvivenza”, conferma lo staff dell’ospedale di Susa. Un caso che, come sottolinea l’Asl To3, testimonia anche il consolidamento del reparto di Chirurgia, che negli ultimi mesi ha rafforzato la propria capacità di intervenire nelle situazioni di grave emergenza.

“Il risultato ottenuto con questo paziente è innanzitutto il risultato di un lavoro di squadra – sottolinea il dottor Caccetta, che nell’ultimo anno e mezzo ha riorganizzato questo settore dell’attività ospedaliera di Susa –. In emergenza non esiste il singolo professionista. E aver salvato questo paziente dimostra che anche una realtà ospedaliera di dimensioni contenute può esprimere competenze e capacità importanti”.

L’Asl To3 conferma inoltre l’intenzione di valorizzare ulteriormente il ruolo dell’ospedale valsusino all’interno della rete sanitaria della Valle e dell’azienda sanitaria.

“Quello di Susa è un presidio importante per la nostra azienda sanitaria e per un territorio altrettanto importante – sottolinea il direttore generale Giovanni La Valle –. Gli ospedali non sono realtà isolate, ma parti di un’unica rete in cui si sviluppano funzioni e competenze integrate. Su Susa abbiamo investito e continuiamo a investire in professionalità, organizzazione e servizi appropriati e coerenti con i bisogni del territorio”.

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