LavoroNovara
Infermieri senza compensi, Nursing Up diffida l’ASL Novara: «Pagare subito le ore aggiuntive»
Dall’analisi effettuata dal sindacato emergerebbero ore di lavoro aggiuntive già programmate che, in alcuni casi, superano di 20 o 30 ore il monte orario mensile dovuto.
NOVARA – Rientri, turni supplementari e prestazioni aggiuntive per garantire la continuità dei servizi, ma i compensi per le ore lavorate non sarebbero ancora stati liquidati. È questa la situazione denunciata da Nursing Up all’ASL Novara, alla quale il sindacato ha formalmente inviato una diffida e una messa in mora chiedendo il pagamento di tutte le somme arretrate nel primo cedolino utile, quello di settembre 2026.
La vicenda era già stata affrontata in un incontro tra sindacato e Azienda sanitaria lo scorso 30 luglio. In quella occasione, secondo quanto riferito da Nursing Up, erano state individuate le criticità che impedivano o rallentavano l’emissione dei compensi e l’Amministrazione aveva assicurato una rapida soluzione, con la liquidazione delle spettanze già nel cedolino di agosto. Un impegno che, sostiene il sindacato, non sarebbe stato rispettato.
Almeno dieci infermieri coinvolti
Nursing Up ha raccolto finora le segnalazioni di almeno dieci infermieri, cinque dei quali in servizio al DEA di Borgomanero e altrettanti in Medicina. Il sindacato, tuttavia, non esclude che il numero possa essere più alto, visto che le segnalazioni continuano ad arrivare.
A destare particolare preoccupazione sono anche le timbrature di alcuni professionisti. Dall’analisi effettuata dal sindacato emergerebbero infatti ore di lavoro aggiuntive già programmate che, in alcuni casi, superano di 20 o 30 ore il monte orario mensile dovuto.
«Al momento siamo a conoscenza di questi casi, ma non escludiamo di trovarci di fronte a numeri maggiori, perché le segnalazioni si stanno susseguendo», spiega Milena Germano, referente provinciale Nursing Up Novara. Secondo la sindacalista, si tratta di personale al quale viene chiesta una disponibilità ulteriore per garantire i servizi e compensare le carenze di organico.
«Le timbrature dimostrano con chiarezza la quantità di lavoro svolto oltre l’orario ordinario: non è accettabile che quelle stesse ore diventino incerte quando arriva il momento di pagarle», aggiunge Germano.
Il nodo della carenza di personale
Per Nursing Up, la questione assume un peso ancora maggiore nel momento in cui l’assistenza sanitaria territoriale è in fase di progressivo ampliamento. Centrali operative territoriali, Case della comunità, Ospedali di comunità e nuovi servizi richiedono infatti un adeguato numero di professionisti per poter funzionare.
Il rischio, secondo il sindacato, è che in un territorio già alle prese con una carenza di personale le nuove attività finiscano per gravare ulteriormente sugli infermieri già in servizio, attraverso rientri e prestazioni aggiuntive.
«Non si possono ampliare i servizi contando ancora una volta sulla disponibilità degli infermieri già in servizio», sostiene Germano. «Se gli organici non crescono insieme all’offerta assistenziale, ogni nuova attività finisce inevitabilmente per gravare sugli stessi professionisti, attraverso ulteriori rientri e ore aggiuntive».
Per il sindacato, inoltre, l’incertezza sul pagamento rischia di rendere ancora più difficile una situazione lavorativa già complessa.
«Le criticità amministrative non possono ricadere sui lavoratori»
Nursing Up contesta anche le eventuali motivazioni di carattere tecnico o amministrativo alla base dei ritardi. Problemi nelle timbrature, anomalie informatiche o passaggi burocratici, sostiene il sindacato, non possono diventare un motivo per rinviare il pagamento di prestazioni che sono state richieste ed effettivamente svolte.
«Qui non siamo di fronte a un semplice ritardo burocratico», sottolinea Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta. «L’ASL utilizza la disponibilità dei professionisti per mantenere operativi reparti e servizi, ma poi non assicura il pagamento nei tempi concordati».
Delli Carri definisce inoltre inaccettabile che eventuali criticità organizzative o informatiche possano trasformarsi in un rinvio della retribuzione: «Il personale non può essere considerato una risorsa da attivare quando serve e un costo da sospendere quando deve essere pagato».
La richiesta: pagamenti nel cedolino di settembre
Con la diffida formalizzata nei confronti dell’ASL Novara, Nursing Up chiede il pagamento integrale di tutte le somme dovute nel cedolino di settembre 2026, oltre alla definitiva eliminazione delle anomalie che avrebbero determinato i ritardi.
Il sindacato annuncia di essere pronto a intraprendere ulteriori iniziative qualora non arrivasse una risposta.
«Ci aspettiamo un riscontro immediato e il pagamento integrale di tutte le spettanze», conclude Germano. «In caso di un’ulteriore inadempienza, Nursing Up attiverà senza altro preavviso tutte le tutele sindacali e legali previste dall’ordinamento, comprese le azioni per comportamento antisindacale e i decreti ingiuntivi per il recupero dei crediti di lavoro».
La questione resta dunque ora nelle mani dell’ASL Novara, chiamata a chiarire la situazione e, secondo la richiesta del sindacato, a regolarizzare i compensi con la prossima mensilità.
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