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CronacaTorino

Può tornare al lavoro (ma alla scrivania) l’agente di polizia accusato di aver ferito il tifoso Marco Basoccu a Torino

Il fatto di cui è accusato è avvenuto negli scontri prima del derby della Mole del 24 maggio: Basoccu era stato colpito da un oggetto

Marco Lovisolo

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TORINO – Respinta la richiesta di arresti domiciliari: l’agente che è sospettato di aver colpito il tifoso Marco Basoccu può tornare al lavoro. Avrà però solo mansioni d’ufficio e non legate all’ordine pubblico, per il momento.

Revocata la sospensione dal servizio

Il poliziotto, secondo l’accusa, avrebbe colpito il tifoso juventino con un oggetto (con ogni probabilità un lacrimogeno) durante gli scontri del derby il 24 maggio. Il tribunale del riesame ha respinto la richiesta della procura di arresti domiciliari, che era già stata respinta dal gip. Nei confronti dell’agente era stata disposta dal tribunale di Torino la sospensione per un anno dal servizio.

La decisione del giudice accoglie quindi parzialmente le istanze della difesa. Il poliziotto ora si occuperà di questioni amministrative, non avrà la pistola e non andrà in strada, ma riceverà lo stipendio pieno: era stato lui stesso a chiedere di essere destinato a mansioni d’ufficio.

Nuovo esame per capire cosa abbia colpito Basoccu

Resta comunque accusato di lesioni aggravate. È stato intanto affidato l’incarico per un incidente probatorio sulla ferita alla testa di Basoccu e sul cappello che indossava, per accertare se a colpirlo sia stato davvero un lacrimogeno sparato ad altezza uomo. Gli esiti sono attesi nelle prossime settimane.

Le indagini sugli scontri

Lo scorso 6 ottobre per gli scontri di maggio la Digos aveva eseguito ventidue misure cautelari con divieto di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono 52 in totale gli accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, rissa, travisamento, lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.

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