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Al Politecnico di Torino i ponti si costruiscono con gli spaghetti: una struttura regge oltre 43 volte il suo peso
Quanto può resistere un ponte costruito con pasta e colla?
TORINO – Quanto può resistere un ponte costruito con pasta e colla? A rispondere sono stati gli studenti del Politecnico di Torino, protagonisti della prima edizione della Spaghetti Bridge Challenge, la sfida che mette alla prova creatività e competenze ingegneristiche utilizzando materiali di uso quotidiano.
La competizione si è svolta il 15 ottobre 2026 nell’Aula Magna dell’Ateneo torinese e ha coinvolto 35 studenti, suddivisi in 14 squadre. L’obiettivo era progettare e realizzare un ponte capace di sostenere il carico più elevato possibile, rispettando precisi vincoli di peso e dimensioni.
A organizzare l’iniziativa è stato il Team Spaghetti Bridge, gruppo studentesco nato per promuovere un approccio pratico e creativo all’ingegneria strutturale.
Il ponte di spaghetti che ha resistito a 38,2 chili
A conquistare il primo posto è stata la squadra Basta al pesto, il cui ponte pesava appena 880 grammi, ma è riuscito a sostenere un carico di 38,2 chilogrammi: oltre 43 volte il peso della struttura stessa.
Il secondo posto è andato a Impalcato al ragù, con un ponte di 868 grammi capace di reggere 29,2 chilogrammi. Terza posizione per Ponte sullo stretto, che ha raggiunto un carico di 23,5 chilogrammi con una struttura da 992 grammi.
Ai piedi del podio si è classificata la squadra Fusilli integrali tripli, il cui ponte, del peso di 927 grammi, ha sostenuto 18,9 chilogrammi.
Per partecipare alla competizione, ogni struttura doveva avere una luce di un metro e un peso massimo di un chilogrammo. I ponti sono stati sottoposti a prove di carico pubbliche, con sollecitazioni progressivamente crescenti fino al cedimento. Una piattaforma automatizzata ha permesso di misurare la resistenza di ciascun modello.
Il risultato finale non dipendeva soltanto dal carico massimo sopportato, ma dal rapporto tra resistenza e peso: l’obiettivo era realizzare una struttura il più possibile leggera ed efficiente. Anche l’aspetto estetico ha contribuito alla valutazione.
Dalla pasta all’ingegneria strutturale
Dietro una sfida apparentemente curiosa si nasconde un esercizio concreto di progettazione. Costruire un ponte con gli spaghetti significa confrontarsi con problemi che riguardano anche le strutture reali: la distribuzione dei carichi, la geometria, la scelta dei materiali e la qualità delle giunzioni.
La prova di cedimento diventa a sua volta parte dell’apprendimento, perché consente di osservare direttamente i limiti delle soluzioni adottate e di capire quali scelte progettuali rendano una struttura più resistente.
La Spaghetti Bridge Challenge nasce dal lavoro del Team Spaghetti Bridge, gruppo composto da 14 studenti provenienti da diversi dipartimenti del Politecnico, con una significativa presenza internazionale. Il team è stato costituito su proposta del professor Giorgio Zavarise, che ha portato a Torino l’esperienza maturata nell’organizzazione di una competizione analoga all’Università del Salento.
L’ambizione è far crescere l’iniziativa fino a renderla un punto di riferimento nazionale, con la prospettiva di rappresentare in futuro il Politecnico anche nelle competizioni internazionali.
Tre sfide per studenti di età diverse
Il progetto non si rivolge soltanto agli universitari. Il Team Spaghetti Bridge ha sviluppato tre modalità di gara, pensate per coinvolgere partecipanti con livelli di esperienza differenti.
La MINI Spaghetti Bridge è destinata alle scuole primarie e secondarie di primo grado e prevede la costruzione di piccole travi utilizzando bucatini e palline di plastilina.
La MIDI Spaghetti Bridge, rivolta alle scuole secondarie di secondo grado, propone invece ponti con una luce di 50 centimetri, realizzati con pasta più spessa e colla a caldo.
La MAXI Spaghetti Bridge, protagonista della competizione universitaria del 15 ottobre, richiede strutture con una luce di un metro e consente l’impiego di colla a caldo o resina epossidica.
Accanto alle gare, il gruppo organizza attività divulgative e workshop per far conoscere le diverse fasi della costruzione di un ponte, con particolare attenzione al coinvolgimento delle scuole.
L’iniziativa rientra nelle attività di apprendimento esperienziale del Politecnico e dimostra come anche un materiale semplice possa diventare uno strumento per avvicinare studenti e studentesse ai principi dell’ingegneria, attraverso la sperimentazione, il lavoro di squadra e la creatività.
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