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Planet Idea, da start up innovativa alla mobilitazione e ai presidi a Torino
Il sindacato chiede un calendario preciso per il pagamento degli stipendi arretrati, il ripristino delle tutele sospese e un piano industriale credibile, accompagnato da investimenti adeguati
TORINO – Planet Idea, azienda che nasce nel 2015 a Torino come start up ingegneristica innovativa oggi è appesa a un filo. Era il primo competence center specializzato nella progettazione smart di edifici, complessi residenziali, quartieri o interi ecosistemi urbani.
Oggi invece si parla di sciopero e presidio a Torino per i lavoratori di Planet Idea, alle prese con ritardi nel pagamento degli stipendi e crescenti preoccupazioni per il futuro occupazionale. La mobilitazione, proclamata dalla Fisascat CISL A.M. Torino Canavese, è in programma giovedì 22 ottobre, dalle 14 alle 16, davanti alla sede aziendale di corso Stati Uniti 45.
Al centro della protesta ci sono i prolungati ritardi nelle retribuzioni, la sospensione di alcune tutele e benefit e l’incertezza sulle prospettive dell’azienda. Una situazione che, secondo il sindacato, sta mettendo a dura prova i dipendenti, già penalizzati dalle riduzioni di reddito dovute agli ammortizzatori sociali e al contratto di solidarietà.
Le difficoltà economiche si accompagnano a un crescente disagio psicologico. Tra stipendi che non arrivano regolarmente, mutui, affitti e bollette da pagare, molte famiglie faticano a programmare il proprio futuro. Le criticità sono state segnalate anche al consiglio di amministrazione e a Stefano Buono, presidente della holding che controlla interamente Planet Idea.
“Chiediamo con forza ai soci un atto di responsabilità. Gli intenti si traducano in certezze”, dichiara Matteo Rossi della Fisascat CISL Torino. Il sindacalista sollecita investimenti e garanzie concrete per assicurare continuità all’attività aziendale. “Se invece non ci sono le condizioni per assicurare questa prospettiva, lo dichiarino esplicitamente. I lavoratori hanno diritto a conoscere la realtà per poter decidere del proprio futuro”.
Il sindacato chiede un calendario preciso per il pagamento degli stipendi arretrati, il ripristino delle tutele sospese e un piano industriale credibile, accompagnato da investimenti adeguati.
La Fisascat conferma infine la disponibilità a un confronto urgente con la proprietà, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione e salvaguardare le professionalità presenti in azienda.
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