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Alba dice no allo sfruttamento nelle vigne: indetto il corteo unitario promosso da sindacati, Caritas e Libera

Domani, 24 settembre, la manifestazione contro il caporalato e lo sfruttamento nelle vigne

Chiara Scerba

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ALBA – È tutto pronto per la mobilitazione in programma nella giornata di domani, sabato 24 ottobre, un appuntamento che unisce il mondo del volontariato, le sigle sindacali e la società civile per chiedere a gran voce diritti, tutele e dignità per i lavoratori stagionali impiegati tra i filari.

A promuovere l’iniziativa nata dal basso sono Caritas, Libera, Arci Cinema Vekkio insieme a Cgil, Cisl e Uil. Il concentramento è fissato per le ore 14:00 in via Pola, da dove il corteo prenderà il via alle 14:30 per snodarsi lungo le vie cittadine fino a raggiungere piazza San Paolo, sul cui sagrato si alterneranno interventi, testimonianze dirette e momenti di riflessione.

«Non si può tacere»: le ragioni della mobilitazione

La decisione di scendere in piazza nasce dalla necessità di rompere il silenzio dopo l’ennesima vendemmia che, al di là della facciata turistica e della straordinaria ricchezza economica del comparto enologico, ha fatto emergere situazioni di sfruttamento lavorativo inaccettabili.

Gli organizzatori spiegano che il territorio albese non può voltarsi dall’altra parte e da qui la volontà di manifestare e accendere i riflettori sulle condizioni dei lavoratori stranieri per richiamare l’intera comunità a un’assunzione di responsabilità.

Le adesioni e il programma degli interventi

La mobilitazione aggrega decine di associazioni, circoli culturali, enti religiosi, movimenti ambientalisti e produttori. All’appello hanno risposto, tra gli altri, Slow Food, le Acli, l’Anpi, la Comunità Laudato si’, Migrantes, Pronatura e diverse realtà del Terzo Settore e del mondo agricolo, come il produttore Matteo Ascheri, da tempo in prima linea sul fronte della regolarità contrattuale.

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