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Curiosità Cultura Cuneo

Perché Cuneo si chiama così? La città che ha preso il nome dalla sua forma

Una forma del territorio diventata prima un luogo dove costruire una città, poi una posizione strategica, quindi il nome stesso di quella città

Gabriele Farina

Pubblicato

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Cuneo - Gianni Gaschino

CUNEO – Ci sono città che prendono il nome da un santo, da un personaggio storico o da un’antica popolazione. E poi c’è Cuneo.

Qui basta guardare la città dall’alto per capire qualcosa di sorprendente: il suo nome descrive praticamente la forma del luogo sul quale è stata costruita.

Cuneo sorge infatti su un altopiano che si allunga nella pianura come una grande punta, delimitata dai profondi solchi del torrente Gesso e del fiume Stura di Demonte.

Una forma a cuneo.

Ed è proprio questa conformazione che, secondo la documentazione del Comune, avrebbe ispirato il nome della città.

Una città costruita su una specie di grande terrazza

Per capire Cuneo bisogna dimenticare per un momento l’immagine della città che vediamo oggi.

Niente Piazza Galimberti, niente portici, niente automobili. Bisogna guardare il territorio.

L’altopiano sul quale sorge la città è una sorta di terrazza naturale sopra i corsi d’acqua. Da una parte c’è il Gesso. Dall’altra lo Stura di Demonte.

I due corsi d’acqua hanno inciso profondamente il territorio nel corso dei millenni, contribuendo a creare quella particolare forma che caratterizza ancora oggi il capoluogo della Granda.

Da qui nasce una delle caratteristiche più evidenti di Cuneo: la città sembra quasi infilarsi nella pianura come una punta.

Ma perché costruire proprio qui una città?

La posizione non era soltanto curiosa. Era soprattutto strategica.

Quando Cuneo nacque, alla fine del XII secolo, la posizione sopraelevata offriva un vantaggio importante: difendersi era più semplice.

Il Comune di Cuneo ricorda che il primo insediamento fu probabilmente legato all’esodo di popolazioni provenienti da territori sottoposti al Marchese di Saluzzo e che l’aspetto difensivo rappresentò fin dall’inizio una necessità fondamentale.

La posizione del “pizzo” permetteva infatti di controllare gli accessi e rendeva il luogo naturalmente adatto alla fortificazione.

Cuneo nasce come una villanova

La prima documentazione relativa al “Pizzo di Cuneo” risale al 23 giugno 1198.

La nuova comunità si sviluppò come un insediamento organizzato, con fortificazioni e porte collegate da un fossato.

Non era quindi una città cresciuta casualmente attorno a un piccolo villaggio.

La sua posizione e la sua struttura erano legate anche alla necessità di controllare un territorio strategico. E quella posizione avrebbe avuto un’importanza crescente.

Il punto dove pianura e montagne si incontrano

Cuneo si trova infatti in una posizione particolare. Alle sue spalle ci sono le Alpi e le vallate che conducono verso i valichi. Davanti c’è la pianura.

Per secoli questa posizione ha reso la città un punto importante per i collegamenti commerciali tra il Piemonte e i territori oltre le montagne.

Treccani sottolinea proprio questo ruolo: Cuneo si trovava lungo le direttrici verso i colli di Tenda e della Maddalena e costituiva un nodo tra la pianura e le valli alpine meridionali.

La forma particolare del territorio, quindi, non era soltanto un fatto geografico. Era anche una risorsa.

E il nome è rimasto

La cosa curiosa è che oggi attraversiamo Cuneo senza quasi pensare al suo nome. Ma “Cuneo” descrive ancora perfettamente la città.

La parte antica occupa infatti la punta dell’altopiano. Le due profonde incisioni dei fiumi delimitano il terrazzo naturale.

E guardando una mappa si comprende immediatamente da dove possa essere nata l’idea di chiamare quel luogo “cuneo”.

È una di quelle coincidenze nelle quali geografia e storia finiscono per diventare la stessa cosa.

La città dei sette assedi

La posizione che aveva reso Cuneo interessante dal punto di vista strategico aveva però anche un rovescio della medaglia.

La città diventò nel corso dei secoli un luogo conteso e fu sottoposta a numerosi assedi. Il Comune la definisce ancora oggi “città dei sette assedi”.

Le sue fortificazioni furono quindi una componente fondamentale della sua storia. Le antiche mura, però, non esistono più.

Durante l’occupazione francese, nel 1800, vennero abbattute le possenti fortificazioni che per secoli avevano protetto la città.

Oggi le mura non ci sono, ma la forma è rimasta

È forse questo l’aspetto più interessante. La città è cambiata completamente. Le mura sono scomparse. Sono arrivati nuovi quartieri. Sono comparsi grandi viali, piazze e ponti.

Ma la struttura geografica che aveva contribuito alla nascita di Cuneo è ancora lì.

I fiumi continuano a delimitare il grande terrazzo. Il centro storico occupa ancora la parte più caratteristica dell’altopiano. E osservando Cuneo dall’alto, la sua forma diventa immediatamente riconoscibile.

Anche la città moderna nasce seguendo quella forma

L’espansione ottocentesca e novecentesca non ha cancellato completamente il disegno originario.

La città si è sviluppata verso la pianura e lungo i margini dell’altopiano.

I vecchi bastioni sono stati trasformati in parte in spazi verdi e viali alberati, mentre nuovi assi viari hanno collegato il centro alle zone in espansione.

È così che Cuneo è riuscita a trasformarsi da città fortificata a città moderna mantenendo una caratteristica geografica immediatamente riconoscibile.

E poi sono arrivati i portici

C’è un’altra caratteristica che rende Cuneo particolarmente interessante.

La città è attraversata da una rete molto estesa di portici, che parte da via Roma e arriva verso Piazza Galimberti e la città moderna.

Il Comune e l’ente turistico locale parlano di circa otto chilometri di passeggiata coperta.

Ma questa è un’altra storia.

Per ora basta notare una cosa: anche i portici fanno parte dell’evoluzione di una città che ha dovuto adattarsi alla propria particolare posizione geografica e climatica.

Basta guardare Cuneo dall’alto

La prossima volta che arrivate a Cuneo, provate a fare una cosa semplice.

Prima di perdervi tra i portici di via Roma o arrivare in Piazza Galimberti, guardate la città su una mappa.

Vedrete un grande terrazzo che si allunga nella pianura.

Da una parte il Gesso.

Dall’altra lo Stura.

E in mezzo quella punta che sembra quasi disegnata apposta.

È il “cuneo” da cui la città prende il nome.

Una forma del territorio diventata prima un luogo dove costruire una città, poi una posizione strategica, quindi il nome stesso di quella città.

E forse è questa la curiosità più bella di Cuneo: il suo nome è ancora scritto nella geografia.

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