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Curiosità Cultura Torino

A Torino c’è una porta nascosta nell’ufficio di Cavour: conduce a Palazzo Reale

Torino e le sue curiosità nascoste

Gabriele Farina

Pubblicato

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TORINO – Nel cuore di Torino, tra gli edifici che per secoli hanno ospitato il potere dei Savoia, c’è una piccola porta che racconta un pezzo di storia della città. Si trova alle spalle della scrivania dell’ufficio che fu di Camillo Benso di Cavour, all’interno del palazzo della Prefettura, e permette di raggiungere Palazzo Reale.

È una delle curiosità che si possono scoprire visitando gli storici palazzi delle istituzioni torinesi, edifici che ancora oggi custodiscono tracce del periodo in cui la città era il centro politico del Regno di Sardegna e, successivamente, la prima capitale dell’Italia unita.

La porta nascosta nell’ufficio di Cavour

La particolarità si trova nel palazzo delle ex Regie Segreterie di Stato, oggi sede della Prefettura di Torino. L’edificio fu un importante centro dell’amministrazione sabauda e dal 1866 ospita la Prefettura.

Qui si trova l’ufficio che appartenne a Camillo Benso conte di Cavour, protagonista del Risorgimento e uno dei principali artefici dell’Unità d’Italia. È una stanza dalle pareti blu, situata nella parte del palazzo più vicina a Palazzo Reale, rimasta legata alla memoria dello statista, scomparso nel 1861.

Proprio alle spalle della scrivania si trova la piccola porta descritta dalla Prefettura come uno dei dettagli più curiosi dell’edificio. Da qui è possibile raggiungere Palazzo Reale, la residenza dei sovrani sabaudi nel cuore della città.

Il palazzo da cui si amministrava lo Stato sabaudo

Per comprendere il significato di questo particolare bisogna guardare alla storia dell’edificio. Il palazzo delle ex Regie Segreterie di Stato ospitava gli uffici attraverso i quali venivano gestiti gli affari del governo sabaudo.

Il complesso fu ampliato e arricchito nel corso del Settecento. Tra gli elementi architettonici più importanti c’è la galleria affacciata sui Giardini Reali, progettata da Benedetto Alfieri tra il 1738 e il 1756. Gli ambienti di rappresentanza furono decorati e arredati per rispecchiare il prestigio delle istituzioni che vi avevano sede.

Dopo il trasferimento della capitale da Torino a Firenze, nel 1864, la città perse il ruolo di centro politico nazionale. Due anni più tardi il palazzo divenne sede della Prefettura, mantenendo una funzione pubblica ma cambiando destinazione.

La presenza dell’ufficio di Cavour e del collegamento con Palazzo Reale restituisce ancora oggi un’immagine concreta di quanto fossero vicini, anche fisicamente, gli ambienti della politica e quelli della corte.

Da Palazzo Civico a Palazzo Reale, sulle tracce della storia

La porta è soltanto una delle sorprese che si incontrano esplorando gli edifici storici del centro di Torino. In occasione delle iniziative dedicate all’apertura dei palazzi delle istituzioni, il pubblico può scoprire ambienti normalmente poco conosciuti: dalle sale di rappresentanza della Prefettura a quelle di Palazzo Civico, fino agli spazi dei Musei Reali e dell’Archivio di Stato.

Sono luoghi che spesso si attraversano dall’esterno senza immaginare la ricchezza di storie custodite al loro interno. La porta alle spalle della scrivania di Cavour è un esempio particolarmente efficace: un piccolo dettaglio architettonico che permette di avvicinarsi alla storia della Torino sabauda attraverso uno spazio reale, ancora esistente.

Per chi ama scoprire il passato della città, è anche un invito a guardare con maggiore attenzione gli edifici del centro. Dietro facciate familiari e uffici ancora in uso possono sopravvivere tracce di un’epoca in cui Torino era il cuore delle decisioni che avrebbero cambiato la storia italiana.

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