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Economia

Cna: “Dalla crisi non si esce e il Governo non se ne occupa”

Redazione Quotidiano Piemontese

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Resta difficile la situazione delle piccole medie-imprese piemontesi alle prese con la crisi economica che, anche in questo settore, non accenna a passare. E’ il quadro che emerge dalla sesta indagine congiunturale su artigianato, commercio e piccola industria presentata oggi dalla Cna di Torino.In leggero miglioramento il settore dell’artigianato, anche se rimane alta l’incertezza per il futuro e resta lontano il recupero dei livelli produttivi e di fatturato della fase pre-crisi: rispetto agli ultimi mesi del 2010, solo il 24% degli imprenditori pensa di aumentare il proprio volume d’affari (contro il 26% della precedente indagine), il 15,5% teme una nuova diminuzione (rispetto al 15,8% del quadrimestre precedente), mentre il 60,5% non prevede variazioni (58,2%). Come a dire “si traccheggia”.

Migliora leggermente lo stato di salute dell’occupazione, che segnala una contrazione dell’utilizzo della cassa integrazione, prevista dal 3,3% delle imprese, contro il 4,3% del periodo precedente. ma non è detto che sia un bene se si pensa che sul totale 400 delle aziende prese in esame, ben 23 hanno chiuso i battenti.

Segno negativo invece per gli investimenti, previsti dal 6,6% del campione contro il 9% dell’ultimo trimestre 2010. Se si guarda poi alla piccola industria, le cose vanno decisamente peggio: nel primo quadrimestre 2011 cala il numero di imprese che si aspettano un aumento del volume d’affari (sono il 28% contro il 37,5% di fine 2010), segno che le imprese hanno visibilità ridotta perchè contano su commesse e ordini che spesso non vanno oltre poche settimane.

E’ però il comparto del commercio a manifestare maggiore difficoltà: i dati si fermano agli ultimi quattro mesi dell’anno scorso e indicano un incremento (30% a fine 2010 contro il 20,6% del periodo precedente) della quota di esercizi commerciali che denuncia contrazioni di fatturato. Gli aumenti riguardano appena il 16% degli intervistati (contro il 23,5% di maggio-agosto 2010).

E fin qui si tratta di numeri.

Per invertire la tendenza la Cna di Torino chiede politiche industriali di sostegno al settore “politiche che sono del tutto assenti dalle attività del governo, che nella migliore delle ipotesi è impegnato a discutere dei festeggiamenti del 17 marzo – sottolineano i vertici di Cna Torino – mentre noi avremmo bisogno che si affrontassero le questioni della crisi: la revisione degli studi di settore, l’accorciamento dei tempi di pagamento e il supporto agli investimenti e all’internazionalizzazione”.

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