I No Tav arrivano a Bruxelles: “L’Europa ci ascolti: in Italia si rischia uno Stato di polizia”

Il movimento No Tav sbarca lunedì a Bruxelles, dove la commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ascolterà dai protagonisti la testimonianza degli avvenimenti che si sono succeduti nei mesi estivi a Chiomonte e valuterà le ragioni di una così forte opposizione al progetto Alta Velocità. ”La grave decisione del governo italiano di militarizzare il territorio de La Maddalena per impedire ai cittadini di esprimere il loro legittimo dissenso contro una grande opera inutile – si legge in una nota del movimento – ha convinto la commissione, presieduta dalla deputata italiana Erminia Mazzoni (Udc), di convocare i firmatari delle petizioni per ascoltare la loro testimonianza e le loro richieste al parlamento europeo”.

Il movimento, spiega la nota, ”richiamerà l’attenzione del parlamento europeo sulla grave decisione del governo italiano di militarizzare i terreni sui quali dovrebbe essere installato il futuro cantiere”. A La Maddalena “è stato installato un sito militare presidiato da carabinieri, polizia, finanzieri e forestali che quotidianamente intimidiscono i cittadini, fotografano chiunque transiti nei paraggi, minacciano verbalmente, aggrediscono con gas lacrimogeni. La decisione del governo soffoca la vita dei cittadini nel proprio paese e configura uno Stato di polizia che abolisce i diritti costituzionali di libera espressione del pensiero e di libera circolazione delle persone in ambiti non militari. L’audizione – conclude la nota – sarà l’occasione per il movimento No Tav per illustrare la qualità e le ragioni dell’opposizione popolare, offrendo all’Unione europea un’ulteriore conferma dell’impossibilità di realizzare una grande opera inutile e dannosa”.