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Cronaca

Per Nosiglia: Torino non deve avere paura e deve occuparsi di quelli in difficoltà

Redazione Quotidiano Piemontese

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L’omelia di monsignor Cesare Nosiglia nella messa della notte di Natale in Duomo si è occupata della difficile situazione della città di Torino. Dal vescovo è uscito un appello alla città, a partire dalla sua classe dirigente, a non avere paura:  ” Oggi cresce il timore per ciò che potrebbe accadere e si estendono le fatiche di tante persone e famiglie sul versante economico e sociale. Il Natale risuona come un invito a non temere, perché l’uomo non è sconfitto. Finché nasce un bambino su questa terra il futuro è assicurato, il domani potrà essere migliore”. Nosiglia aveva ricordato anche la situazione dei più poveri:  “Una schiera di volontari condivide nella nostra città la vita di altri fratelli e sorelle in difficoltà e se ne fa carico con generosità, senza apparire sui giornali o alla televisione ma costruendo giorno per giorno quel tessuto di amore che Gesù ha portato ad ogni uomo. Si tratta di quella persone di buona volontà di cui parlano gli angeli indicandoli come veri operatori di pace, che non avranno però mai il Premio Nobel, ma che di pace se ne intendono più di tutti, perché la intessono nella rete fitta della loro gratuita generosità. A ognuno di questi uomini e donne esprimo la mia riconoscenza”

Per quello che riguarda la condizione di  sinti, slavi, muslmani e i rom Nosiglia ha parlato il giorno si Santo Stefano: “La situazione rimane difficile, passi avanti praticamente non ne sono stati compiuti. Per fare qualche progresso devono arrivare quei fondi europei bloccati dal Consiglio di Stato. Ma anche i rom devono fare la loro parte: una strada da seguire è quella che loro stessi individuino dei formatori all’interno delle comunità”.

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