Eternit, in settimana la decisione di Casale Monferrato sull’offerta di Schmidheiny

Per il momento è soltanto ufficioso ma nella giunta comunale prevista per giovedì 2 febbraio il no di Casale Monferrato all’offerta di risarcimento di Stephan Schmidheiny potrebbe diventare ufficiale e definitivo. Le prossime ore saranno decisive per quanto riguarda i piccoli comuni del casalese parti civili nel processo Eternit con una netta spaccatura fra i comuni dell’alessandrino (orientati verso il no) e quelli di vercellese e pavese (propensi per il sì). Al momento hanno aderito alla proposta economica dell’imputato svizzero Stroppiana (Vc), Motta de Conti (Vc) e Candia Lomellina (Pv) alle quali potrebbe aggiungersi in giornata anche Caresana (Vc). Fra i comuni alessandrini Mirabello, Coniolo e Villanova hanno già detto no, mentre Morano, Ozzano, Pontestura e Balzola dovrebbero far pervenire il loro rifiuto in settimana.

La partita più importante si gioca a Casale Monferrato. Dopo il sì dello scorso 16 dicembre in giunta comunale lo scenario è stato completamente ribaltato dall’intervento, in prima persona, del ministro della Salute Renato Balduzzi. L’incontro ad Alessandria del 1° gennaio e il tavolo di lavoro di giovedì scorso con i ministeri della Salute, dell’Ambiente e dello Sviluppo sembrano avere fornito all’amministrazione comunale casalese le rassicurazioni in merito ai finanziamenti per bonifiche e ricerca. E, inoltre, non va dimenticato che rifiutare la transazione non esclude il risarcimento ma la sicurezza del risarcimento da parte di Schmidheiny. Toccherà infatti al Tribunale di Torino, in caso di vittoria al processo, esprimersi sulla cifra che andrà erogata a Casale Monferrato come parte civile. Venerdì scorso a Mirabello, il sindaco Demezzi ha lasciato intendere che in settimana dovrebbe arrivare il sì ma sino alla delibera il rifiuto di quella che è stata denominata l’“offerta del diavolo” resta ufficioso.

“Respingendo l’offerta – spiega Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto – Casale Monferrato darà un forte segnale di impegno nella lotta all’amianto. Sarà una vittoria del buonsenso e una sconfitta dell’imputato svizzero che ha cercato di comprarsi delle attenuanti. È importante cominciare a dire no, poi vedremo se sul fronte dei risarcimenti ci sarà un riconoscimento e qualora occorressero iniziative internazionali per ottenere quanto pattuito in sede giudiziaria ci mobiliteremo. Accettare sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime”.

C’è attesa, dunque, in vista della giunta comunale di giovedì prossimo che dovrebbe culminare con una delibera opposta a quella dello scorso 16 dicembre, vale a dire con il definitivo no ai 18,3 milioni di euro proposti da Stephan Schmidheiny per mettere una pietra sopra alle richieste di Casale Monferrato in questo e nei prossimi processi all’Eternit.