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Cronaca

Dopo il rifiuto di Napolitano i sindaci No Tav si appellano a Monti. Continua la mobilitazione

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Quest’incontro non s’ha da fare. Non li vuole vedere, non gli “compete”. Giorgio Napolitano è stato chiarissimo: lui, i sindaci valsusini, non ha nessuna intenzione di starli ad ascoltare. Così la sua visita torinese – convegno mattutino a Palazzo Madama sulla “magistratura subalpina dall’unita d’Italia ai giorni nostri” – si svolge in una piazza Castello semi-blindata, con elicotteri in cielo e vie d’accesso sbarrate dai blindati, proprio per evitare inconvenienti legati al movimento No Tav. I sindaci non l’hanno presa benissimo, come sottolinea il presidente della Comunità montana Sandro Plano: “L’incontro l’ho chiesto io, a nome dei sindaci, e i nostri comportamenti non sono mai stati inammissibili o illegali. Mi dispiace che Napolitano abbia rifiutato questa occasione di ascolto e chiarimento avrebbe favorito un confronto”.

“Se il presidente non ci vuole ascoltare – ha detto ancora Plano- allora lo faccia il premier a cui lo chiediamo da mesi”. Difficile però che Mario Monti si comporti in maniera diversa dal presidente della Repubblica. Le istituzioni sembrano infatti compatte nell’andare avanti senza voler più ascoltare nessuno: tra i capofila del Sì si segnala anche oggi il sindaco di Torino Piero Fassino: “Siamo in presenza di un investimento di straordinario valore per la crescita e lo sviluppo sia dell’Italia che dell’Europa – ha detto a RadioUno -. Quello che non ha nessun senso è trasformare, come hanno fatto alcuni gruppi questa settimana, la Tav nel totem simbolico-ideologico che va contestato per contestare la società nel suo insieme”.

Sempre oggi i parlamentari piemontesi del Pd chiederanno un incontro al governo per una “rapida calendarizzazione del trattato Italia-Francia e per l’approvazione della mozione volta a sbloccare i 100 milioni per l’avvio dell’opera”, ha ricordato un altro di quelli che la Tav l’ha sempre voluta, a tutti i costi: l’onorevole Stefano Esposito. Ieri durante la direzione provinciale del Partito democratico è stato votato un ordine del giorno per ribadire con forza “l’impegno del Pd e dei suoi rappresentanti istituzionali a tutti i livelli per la realizzazione del piano strategico, così come elaborato dalla Provincia di Torino, con il fattivo concorso delle comunità valligiane”.

Un unico spiraglio di dialogo viene paradossalmente dalla Regione a guida Lega: il presidente Roberto Cota convocherà infatti a breve una riunione con tutti gli amministratori pubblici della Val di Susa, ”indipendentemente dalla loro posizione” sulla Tav. Alla riunione saranno invitati anche il presidente della Provincia Antonio Saitta, Piero Fassino e il commissario di governo Mario Virano.

FRONTE NO TAV. Se nessuno sembra volerli ascoltare (quantomeno: più), c’è qualcuno che si accorge sempre della loro presenza: gli automobilisti della A32, occupata anche ieri per una mezz’oretta come dimostrazione di forza in vista dell’assemblea serale a Bussoleno (ormai un appuntamento fisso nella settimana del militante). L’occupazione flash dell’autostrada lancia infatti un segnale chiaro, “possiamo prenderci l’autostrada quando vogliamo e lasciarla libera quando decidiamo noi”. Per le prossime iniziative si pensa a uno sciopero generale della valle, si parla di presidi, scioperi della fame a staffetta (da tre giorni è in corso quello di Tobia Imperato, uno dei No Tav arrestati nelle settimane scorse per gli scontri di luglio) e volantinaggi (come quello di stamattina al mercato di Susa). Per domenica sono programmate manifestazioni davanti alle carceri dove sono rinchiusi alcuni No Tav e per sabato l’occupazione di un vecchio forte militare in disuso, a Susa.

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