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Piemonte

Elsa Fornero prende le distanze dalla chiusura del sito della Direzione del Lavoro di Modena

Redazione Quotidiano Piemontese

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Elsa Fornero era stata accusata nei giorni scorsi di aver ordinato la chiusura del sito dellaDirezione Provinciale del Lavoro di Modena. La segnalazione è arrivata dal Fatto Quotidiano.

E’ un provvedimento di una gravità inaudita e senza precedenti quello con il quale il Ministro del Lavoro ha ordinato alla Direzione Provinciale del lavoro di Modena l’immediata chiusura del proprio sito internet. “Al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali e con riferimento agli obblighi di trasparenza ed ai profili di comunicazione e pubblicazione delle informazioni di interesse collettivo anche per quanto attiene agli Uffici territoriali,si chiede alle SS.LL. di provvedere alla immediata chiusura del sito internet www.dplmodena.it“. E’ questo il contenuto della nota che il Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indirizzato lo scorso 5 aprile all’ufficio territoriale del proprio Ministero.
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Ordinare la chiusura di un sito internet è un gesto dettato o da un delirio di onnipotenza di un Ministro – e/o di un suo dirigente – che ritiene, evidentemente, di essere padrone dell’informazione o da una tanto profonda ignoranza delle dinamiche di circolazione dell’informazione online da risultare grave almeno tanto l’ipotesi del delirio di onnipotenza.

Non solo, ma sul sito si trova anche una precisazione

Conseguentemente, a partire da oggi (6 aprile 2012), il sito www.dplmodena.it cessa la propria attività informativa.Nato il 19 febbraio 2001, come strumento di supporto all’Ufficio relazioni con il pubblico, è stato visitato, in questi anni, da circa 18 milioni di utenti.

Oggi in una dichiarazione a un giornale torinese la Fornero precisa: “Di questa vicenda ho avuto un’informazione vaga questo scorso sabato di Pasqua e ho subito risposto: Non ne so niente, mi informo.  Tornando dal fine settimana ho saputo via email che il sito era stato chiuso, ho risposto che non ero informata e ho messo in cc il capo della comunicazione del Ministero del Lavoro e l’addetto stampa. Quando ho saputo che a decidere la chiusura del sito era stato il nostro segretario generale, la dottoressa Matilde Mancini, le ho chiesto di chiamarmi e sto aspettando di parlarle. Perchè non so se il sito in questione abbia fatto qualcosa di grave che non andava, oppure no e vorrei capire come stanno le cose prima di esprimermi. Ci tengo a sottolineare che la dottoressa Mancini è una persona molto scrupolosa, non è un cieco burocrate.  Detto questo, nel frattempo ho parlato con Eufranio Massi, il direttore della Dpl di Modena, con cui ho appena concluso una lunga telefonata. Stando da quanto mi dice, lui avrebbe commesso la leggerezza di pubblicare il testo della riforma sul lavoro (scaricandolo dal sito del Sole 24 Ore) prima che fosse ufficiale e quindi prima di noi al Ministero, quando ancora mancavano tutte le firme. Se così fosse, e se fosse solo questo il motivo per la chiusura del sito, la riterrei una punizione eccessiva per un eccesso di intraprendenza che va bene nei giornali ma un po’ meno nelle Istituzioni, ma che non mi sembra talmente grave da giustificare l’oscuramento, per cui chiederei di farlo riaprire.”

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