Elsa Fornero è scettica sull’equo compenso ai giornalisti

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha espresso perplessità oggi alla commissione Lavoro al Senato, sulle misure in esame del disegno di legge per l’equo compenso giornalistico già approvato dalla Camera. Fornero ha ricordato come le misure previste dalla riforma del mercato del lavoro per contrastare le forme di inquadramento atipico, siano adeguate anche alle situazioni di lavoro irregolare nel settore dell’editoria: “La riforma del mercato del lavoro è stata approvata dal Parlamento. Non c’è dunque bisogno di una norma ad hoc su questo aspetto”. Una iniziativa solo per la categoria giornalistica, secondo il ministro, “non può che essere simile a quella generale già fatta, che riguarda, ad esempio, i giovani ricercatori”. La riforma del lavoro, ha poi ricordato Fornero, “prevede un monitoraggio che riguarda tutte le forme di collaborazione, che potrebbero nascondere lavori subordinati, e che possono avere trattamenti economici che non fanno riferimento ai contratti prevalenti”. In tutti i settori, “ci sono divari generazionali sotto l’aspetto di partecipazione al lavoro. Questo divario generazionale è particolarmente evidente nel mondo dell’editoria”. Fare una norma ad hoc entro il profilo “editoriale”, che subordina i contributi all’editoria all’osservanza dei contratti di lavoro regolari, non è, ha aggiunto, un aspetto di sua competenza. “Lo Stato deve partire dal presupposto che le leggi siano osservate: l’idea di dare contributi solo a quelli che le osservano significa dare per scontato che qualcuno non le rispetti. Io devo fare in modo che le regole siano osservate da tutti”. Per questo la soluzione, ha ribadito “è stata data in via generale”. La commissione Lavoro del Senato, dopo l’incontro con il ministro, ha costituito un comitato ristretto sul provvedimento.