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Ambiente

Allarme siccità nei fiumi e laghi piemontesi

Redazione Quotidiano Piemontese

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La situazione dei fiumi piemontesi è sempre più difficile. Secondo Legambiente il sistema idrografico piemontese è vicino al collasso e la qualità dell’acqua, soprattutto del Po e dei fiumi a monte di Torino, sta peggiorando. Le cause del fenomeno sono un uso idrico troppo elevato da parte di soggetti pubblici e privati. Praticamente asciutti il Po a valle di Revello , Il Pellice a Garzigliana Il , Chisone a Macello , Il Maira a valle di Racconigi, La Varaita a Polonghera, il Ricchiardo prima di Carmagnola, il Sangone a valle di Trana. Anche  per la Coldiretti c’è un forte allarme secca sul Po con il livello idrometrico del fiume che è sceso di 8,50 metri sotto il livello medio.  La secca eccezionale ha paralizzato la navigazione commerciale per il pericolo di scontrarsi  con i tronchi affioranti condotti dall’acqua. Se la situazione dovesse continuare, si rischia seriamente che le riserve idriche possano venire meno, con un’autonomia stimata di 15 giorni. Una situazione che accomuna anche i laghi di Como e Maggiore, entrambi al di sotto del livello medio del periodo. La mancanza di pioggia e il contemporaneo arrivo di Ulisse stanno dando il colpo di grazia alle coltivazioni agricole colpite dal caldo e dalla siccità che ha provocato al settore perdite che hanno già superato il mezzo miliardo di euro. Ad essere stati duramente colpiti sono stati decine di migliaia di ettari coltivati di mais, pomodori, barbabietole e girasoli a macchia di leopardo lungo tutta la penisola dove in alcune zone non piove in modo adeguato da mesi.

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