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Il Museo Egizio di Torino con ci sta al pasticcio citato nella petizione contro la privatizzazione della Grande Brera

Redazione Quotidiano Piemontese

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Il Museo Egizio non ci sta e risponde con un comunicato alla petizione contro la privatizzazione della Grande Brera. Nella petizione si scrive: “abbiamo amaramente constatato che all’art. 8 del medesimo è stato inserito un provvedimento che con lo sviluppo ha ben poco a che fare e che invece apre un varco, a nostro avviso decisivo, in direzione della trasformazione dei grandi musei italiani da pubblici a Fondazioni di diritto privato, con tutte le implicazioni che ciò comporta. Si stabilisce infatti la creazione della “Grande Brera” quale Fondazione privata incaricata di gestire la Pinacoteca Nazionale di Brera e i suoi beni, mobili e immobili. Tutto ciò anche dopo il confuso “pasticcio” della Fondazione Museo Egizio di Torino”.

In una nota il Museo precisa:” In merito all’appello contro la privatizzazione della  Pinacoteca di Brera, prendiamo atto della posizione degli illustri intellettuali che  hanno firmato il documento ma riteniamo totalmente inappropriato il coinvolgimento  della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino citato come “pasticcio” e  come esempio di cattiva gestione. Respingiamo le critiche al mittente ricordando che  il patrimonio del Museo Egizio di Torino è e resterà sempre dello Stato. È stato  conferito in comodato d’uso per 30 anni con l’obiettivo (fissato dal MIBAC) di  valorizzare un patrimonio attraverso uno strumento – la Fondazione – che, oltre ad  essere stata riconosciuta ente di ricerca, è senza scopo di lucro”.

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