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Economia

Firmato l’accordo per l’Indesit Di None: salvi i posti di lavoro dei 400 dipendenti

Redazione Quotidiano Piemontese

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Oggi è stato firmato presso il ministero dello Sviluppo Economico, l’accordo che risolve la vertenza dello stabilimento Indesit di None. L’intesa è stata siglata dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti e dal viceministro al Lavoro Michel Martone con rappresentanti della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, del Comune di None, della Indesit Company spa, delle organizzazioni sindacali e del coordinamento nazionale della Indesit Company. Indesit si impegna a ricollocare all’interno dello stabilimento la maggioranza degli oltre 400 dipendenti e a garantire a tutti i restanti il ricollocamento in altre attività.
Claudia  Porchietto assessore al lavoro e formazione della regione Piemonte dopo la firma ha dichiarato: “Siamo riusciti ad impostare un progetto per la tutela dei livelli occupazionali della Indesit. Ma manca ancora da parte del governo Monti la capacità di dare ascolto in modo meno occasionale alle esigenze dei comparti strategici. Un buon accordo, una best practice che dovrebbe essere adottata in molti altri tavoli di trattativa, ma non riesce a cancellare la preoccupazione di fondo. Si parla continuamente di crisi della politica come se fosse quella la priorità. Ma mentre nei palazzi a Roma e altrove si discute di liste ed elezioni, il paese rimane senza risposte alle domande sostanziali”.
Per l’assessore provinciale al lavoro Carlo Chiama: “Il vero percorso comincia adesso. Purtroppo a causa della mancanza di una politica industriale per il settore degli elettrodomestici non si è riusciti a impedire la chiusura dello stabilimento Indesit di None, che non era certamente obsoleto. Tuttavia, nell’attuale panorama di crisi, è positivo che le istituzioni, l’azienda e le organizzazioni sindacali siano riusciti a condividere un percorso per minimizzare l’impatto sociale della chiusura. Le istituzioni, a partire dal Ministero e dalla Regione, si sono impegnate ed hanno creato le condizioni affinché i sindacati dessero fiducia alla proposta dell’azienda”.

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