Beppe Grillo espelle con raccomandata dell’avvocato il consigliere regionale Fabrizio Biolè dal Movimento 5 Stelle

Con una lettera raccomandata dell’avvocato, Beppe Grillo ha espulso dal Movimento 5 Stelle il consigliere regionale del Piemonte Fabrizio Biolè, che nelle scorse settimane si era schierato contro il comico genovese, nelle polemiche successive all’apparizione in tv della consigliera bolognese Federica Salsi. Nella lettera scritta da uno dei legali di Grillo Michelangelo Montefusco ci comunica ”la decisione del sig. Grillo di revocare l’autorizzazione all’utilizzo da parte Sua del nome e del marchio del MoVimento 5 Stelle di cui egli è esclusivo titolare, invitandola a volersi astenere, per il futuro, dal qualificare la sua azione politica come riferibile al MoVimento stesso o, più in generale, come ispirata dalla persona del mio cliente”. Il provvedimento è motivato dal fatto che Fabrizio Biolè abbia ricoperto per due volte l’incarico di consigliere comunale a Gianola in provincia di Cuneo. secondo la missiva ricevuta dal consigliere regionale: ”La sua partecipazione alle consultazioni elettorali regionali nella lista del Movimento  sono state viziate dalla ricorrenza di un elemento ostativo alla sua candidatura, rappresentato dall’aver già rivestito cariche elettive in due precedenti occasioni, in violazione alle regole condivise nell’ambito del Movimento”.

La lettera inviata dall’avvocato di Beppe Grillo, pubblicata sul profilo Facebook di Biolè

Secondo Davide Bono, l’altro consigliere del Movimento 5 Stelle: “Nel MoVimento c’è piena libertà di opinione e di dissentire su temi non oggetto di linea programmatica o di regola non-statutaria. la vicenda risale a fine agosto 2012, quando Fabrizio Biolè venne contattato da Beppe Grillo che gli chiese un passo indietro per permettere di rispettare a livello italiano tutte le regole del MoVimento, in vista della candidatura alle nazionali. Esattamente come nel caso di Boriani, consigliere circoscrizionale di Bologna, Fabrizio aveva infatti svolto in precedenza già più di due mandati, condizione che va contro una delle nostre regole basilari per gli eletti. Boriani venne diffidato il 1 settembre 2012, ora tocca a Fabrizio. Certamente  lo si sapeva sin dalla candidatura nel 2010, epoca in cui si chiuse un occhio a livello di MoVimento Piemonte per impossibilitaà a reperire altri candidati nella provincia di Cuneo. Nessuno si immaginava che sarebbero stati eletti due consiglieri: con il senno di poi, sicuramente avremmo fatto diversamente. Ma chi non fa, non sbaglia. Fatto sta che sia i media sia gli attivisti piemontesi e di altre regioni sottolineavano l’incoerenza del MoVimento con Fabrizio, chiedendone quindi le dimissioni da lungo tempo e quindi non si poteva più andare avanti così.

Le reazioni degli altri partiti

Per Davide Gariglio: “Quanto accaduto al Consigliere regionale Fabrizio Biolè dovrebbe sinceramente inquietare tutti coloro che, a prescindere dalle opinioni politiche, hanno a cuore i valori democratici e il rispetto verso le istituzioni ed i loro rappresentanti.
Un leader di partito (o movimento che sia) che espelle persone, come nel caso del collega Biolè, si rende responsabile di un fatto di gravità senza precedenti. Un fatto che, ancora una volta, conferma come il Movimento 5 Stelle sia del tutto privo di una democrazia interna. Un movimento ‘personale’ dove il guru-portavoce ed un ristretto gruppo di suoi ‘illuminati’ assumono ogni decisione e cacciano chi non è perfettamente allineato. Visto che le ‘epurazioni’ appartengono alla tradizione dei partiti stalinisti e fascisti, credo sia giunto il momento di un’allerta democratica, perché il rischio che l’Italia corre alle prossime elezioni è quello di consegnare un grande potere politico a un soggetto autoritario e populista”.

Per Monica Cerutti: “L’espulsione di Fabrizio Biolè dal Movimento 5 Stelle Piemonte non è solo una questione di regole interne, ma solleva la questione parì opportunità. Fino ad oggi non abbiamo voluto commentare in alcun modo le vicende interne al Movimento 5 Stelle legate all’attacco maschilista subito dalla consigliera comunale di Bologna Federica Salsi. Ritenevamo e riteniamo ancora oggi che le parole di Beppe Grillo subito dopo la trasmissione televisiva Ballarò fossero offensive non solo per l’esponente emiliana, ma che lo fossero nei confronti di tutte le donne e di coloro che si sono battuti e si battono per la parità di genere. Oggi però, dopo l’espulsione di Biolè, ci sentiamo in dovere di non tacere.

Nei confronti del consigliere regionale piemontese esprimiamo la nostra solidarietà. Abbiamo avuto modo negli anni di conoscerlo e, seppur nelle differenze politiche che contraddistinguono i nostri operati, abbiamo anche avuto modo di apprezzare la pacatezza e la correttezza oltre che l’impegno. E’ nostra ferma convinzione che la dimensione politica non possa e non debba calpestare il rapporto umano tra persone civili e oneste”.



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