CronacaTorino
I sette indizi che dovrebbero incolpare Furchì dell’aggressione a Musy
Resta in carcere Francesco Furchì, il 49enne sospettato dell’agguato ad Alberto Musy dello scorso 21 marzo. Lo ha deciso il gip di Torino Massimo Scarabello che questa mattina ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere dell’uomo. Sono sette gli elementi indiziari oggettivi individuati dal gip di Torino contro Francesco Furchì. Il 21 marzo dello scorso anno Furchì dalle 7.25 in poi si trovava nella zona dove è stato commesso il delitto, ha tenuto il cellulare spento in particolare nelle ore a cavallo dell’agguato e non ha saputo dare spiegazioni alternative plausibili su dove si trovasse in quelle ore.
Inoltre quando è uscito dagli uffici di via Garibaldi, poco distanti dalla casa di Musy, aveva con sè una borsa o sacchetto ed è giunto in centro in scooter quella mattina. Il gip ricorda le consulenze svolte sulle caratteristiche fisiche e la particolare camminata dell’attentatore che rivelano una ‘compatibilità con Furcì che porterebbero a identificarlo con l’uomo con il casco. Infine c’e’ il comportamento successivo al fatto tenuto dal sospettato.
Il gip, nell’ordinanza, scrive che” “contro Francesco Furchì, ci sono elementi indiziari oggettivi. Che il quadro indiziario oggettivo consenta il superamento della soglia di gravità richiesta dalla regola processuale: il soggetto è privo attualmente di stabili legami professionali che lo leghino alla città, frequenta soggetti con pregiudizi penali, assume comportamenti imprevedibili ed è assai facile dunque che, resosi conto che si stavano svolgendo indagini nei suoi confronti potesse far prendere le proprie tracce”.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

