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Confartigianto fa i “conti della serva” alle imprese del Piemonte. Ecco i numeri della crisi
E’ già tempo di conti, o è sempre tempo di conti in questo periodo, e Confartigianato Imprese Piemonte li fa realizzando l’86esima indagine congiunturale per il secondo trimestre dell’anno intervistando, con un questionario telefonico mirato, un campione di 2.500 imprese regionali appartenenti ai settori artigiani di produzione e servizi più significativi. Le previsioni degli artigiani sono caratterizzate, complessivamente, da un maggior pessimismo rispetto al trimestre scorso. L’unico dato non completamente negativo si riferisce all’andamento occupazionale il cui saldo è in passivo, ma in misura minore rispetto al precedente sondaggio, passando dal -3,64% al presente -0,93%. Peraltro, gli intervistati che intendono assumere manodopera specializzata o generica scendono allo 0% rispetto all’1,16% e allo 0,15% del trimestre scorso. Per quanto riguarda la produzione totale peggiora il saldo negativo, che scende dal –20,09% all’attuale -21,61%. Ancora peggiori risultano le stime relative ai nuovi ordini il cui saldo precedente precipita dal –28,68% all’attuale -62,43%. Per quanto riguarda il carnet ordini, nessuna delle imprese dichiara di avere ordinazioni per un periodo superiore ai tre mesi, mentre il valore del trimestre scorso si attestava sul 2,33%.
Il saldo relativo ai nuovi ordini per esportazioni fa registrare una riduzione della negatività, passando al -3,18% rispetto al -6,84% del sondaggio precedente; bisogna però osservare che le previsioni di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, in valore assoluto, scendono a zero rispetto a 0,29% del trimestre precedente. Nessuno degli intervistati prevede investimenti per ampliamenti o per sostituzioni a fronte dello 0,15% del trimestre scorso. Le stime di regolarità negli incassi si riducono fortemente, posizionandosi al 28,79% rispetto al precedente 45,27%; viceversa le previsioni di ritardi salgono al 70,84% a fronte del 54,44% della precedente rilevazione.
“L’artigianato piemontese – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – continua, almeno in parte, a tenere per quanto riguarda l’occupazione, ma versa in una situazione preoccupante sul fronte degli investimenti, ormai ridotti a zero, nonché su quello degli incassi, dove le previsioni di ritardi peggiorano pesantemente. Nelle valutazioni negative degli artigiani, alla perdurante crisi si aggiungono le preoccupazioni legate alla situazione politica, con il rischio di nuove elezioni in tempi brevi. Occorre che le forze politiche diano prova di responsabilità, superando particolarismi che costituiscono un lusso che l’Italia non può più permettersi. Bisogna giungere, al più presto, alla governabilità del Paese e all’assunzione di misure strutturali per la ripresa e lo sviluppo, nonché alla ricostituzione della credibilità nei confronti dell’Unione Europea. Diversamente i sacrifici e l’impegno della collettività, e delle imprese artigiane in particolare, saranno totalmente inutili”.
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