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Il Salone dell’Auto ritorna. A Milano

Redazione Quotidiano Piemontese

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500-32Da Torino a Bologna e ora a Milano. È questo il percorso del fu Salone dell’Auto, poi Motor Show che, a quanto annunciato dal patron Alfredo Cazzola dovrebbe riprendere il prossimo anno nel capoluogo lombardo. Dopo la cancellazione dell’edizione 2013 per mancanza di sponsor, infatti, la più grande fiera internazionale dell’automobile sul suolo italiano sarebbe in procinto di riaprire i battenti nel dicembre 2014 presso i padiglioni della Fiera di Rho. Cazzola è il denominatore comune dei diversi passaggi che questa kermesse ha avuto nella sua ormai centenaria storia. Ideato a Torino nei primi anni del ‘900, il Salone dell’Auto divenne ben presto un evento di importanza mondiale, grazie anche alla presenza dei padroni di casa della Fiat, ma nel 2002, in concomitanza con l’inizio della crisi del mercato automobilistico, la prevista edizione numero 69 venne cancellata. A capo dell’organizzazione del Lingotto Fiere in quegli anni c’era proprio Cazzola che, ai tempi, venne accusato da alcuni esponenti dell’amministrazione comunale torinese di aver pilotato volontariamente la chiusura del Salone. Sì, perchè l’imprenditore bolognese era già entrato a far parte dello staff promotore del Motor Show, sua creazione personale che, dalla chiusura dell’ormai consueto appuntamento torinese, avrebbe avuto enormi vantaggi.

Per dieci anni, dunque, i motori italiani si sono ritrovati a Bologna, ma, dopo che in estate la Gl events (a cui Cazzola aveva nel 2007 ceduto tutto quanto) aveva annunciato il forfait a causa della mancata presenza di alcune grandi case automobilistiche, l’Italia era rimasta orfana di una manifestazione tanto amata ed importante.

Nonostante le dichiarazioni di qualche anno fa del governatore Roberto Cota (“Riporterò il Salone a Torino), le voci che si rincorrono oggi parlano invece di un probabilissimo ritorno in pompa magna del Salone dell’Auto, questa volta a Milano. Cazzola si è detto fiducioso di poter convincere Marchionne e la Fiat a partecipare, ma, per questioni di campanilismo o più probabilmente economiche, dal Lingotto ancora nessuna risposta affermativa.

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