La politica sulla sentenza della Cassazione: per Cota la sentenza sul caso Giovine è una non notizia

cota01gDopo la sentenza della Cassazione che ha reso definitiva la condanna di Michele Giovine per irregolarità nella raccolta firme alla ultime elezioni regionali. Per Roberto Cota non cambia nulla. Il governatore del Piemonte  scrive sul suo sito: ”La sentenza sul caso Giovine è una non notizia. Non c’entra un fico secco con il risultato delle elezioni e per gli stessi motivi hanno già condannato un autenticatore di una lista collegata alla Bresso. La notizia è che a tre anni dalle elezioni si parli ancora di queste beghe che in un Paese normale dovrebbero essere verificate definitivamente tutte prima del voto. Intanto i giornali continuano a trascurare le cose veramente importanti. Svegliatevi che il mondo sta franando e voi siete lì a fare il vostro teatrino!”.

Aldo Reschigna e Gianfranco Morgando, capogruppo in Regione e segretario del Pd piemontese sottolineano: “La sentenza con cui la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di Michele Giovine per le irregolarità alle ultime elezioni regionali dà ragione a chi aveva denunciato le irregolarità e il conseguente esito elettorale falsato e mette a tacere tutti coloro che a questo proposito avevano parlato di strumentalizzazioni prive di sostanza. A quasi tre anni e mezzo da quelle elezioni, i cittadini del Piemonte sanno con certezza che le irregolarità ci furono e che furono essenziali per la vittoria di Roberto Cota e del centrodestra. Senza quei voti irregolari Cota avrebbe perso. Attendiamo con fiducia le decisioni della magistratura amministrativa, che speriamo arrivino in breve tempo. Siamo anche sicuri che mai il presidente della Regione compirà quell’atto che, dopo la conferma della condanna, sarebbe conseguente e coerente: le dimissioni dal suo incarico, in modo che si torni al voto”.