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A Torino i rifiuti costano più cari che in tutto il Piemonte
A Torino raccogliere rifiuti costa il 13% in più che negli altri consorzi piemontesi. Le sette società che si occupano di raccolta differenziata ed indifferenziata in Piemonte si sono ritrovati venerdì scorso e hanno accolto la proposta del presidente Ato Paolo Foietta, vale a dire fondersi in un unico organismo-monstre da 100 milioni di capitale e 3 mila dipendenti.Lo scopo è semplice: uniformare procedure e soprattutto costi per tutta la regione, in modo da far risparmiare qualcosa ai piemontesi.
Attualmente le disparità sono notevoli sia nel numero di addetti che ogni consorzio impiega confrontato con i residente nell’area, sia per quanto riguarda i costi della raccolta.A Torino il costo medio del servizio per persona è di 183,8 euro, circa 70 in più dei 113,3 che si spendono a Chieri. A livello regionale siamo a circa 159 euro, in piena media nazionale, motivo che fa dubitare della possibilità di una diminuzione della Tares. L’Amiat e le altre società stanno, da anni, tagliando tutte le spese superflue, ma, ad oggi, l’unica voce rimasta sproporzionata in alcune aree è quella dei dipendenti.
I torinesi pagano 1.836 addetti alla raccolta rifiuti (di cui 330 impiegati e dirigenti), oltre due lavoratori ogni mille abitanti. Uno sproposito se paragonato ad una qualsiasi delle altre zone piemontesi: a Moncalieri, Nichelino e paesi limitrofi ci sono 0,15 dipendenti ogni mille residenti, a Ciriè o in Val di Susa 0,3 e la media regionale non supera gli 1,3.
Uniformare costi e gestione del personale sembra davvero l’unica strada da percorrere (e di gran carriera) per alleggerire le bollette dei torinesi.
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