A Bra, tra le vie del centro storico, per ricordare le famiglie di ebrei che qui trovarono salvezza grazie a molti braidesi

 Domenica 26 gennaio a Bra, all’ombra della Zizzola, per commemorare la Giornata della Memoria, verranno rievocati “I sommersi e i salvati”, titolo di uno dei saggi di Primo Levi. Nell’ambito delle iniziative organizzate per solennizzare il 27 gennaio, Fabio Bailo, scrittore e storico braidese, guiderà un tour nelle strade del centro storico cittadino rievocando le vicende degli ebrei che a Bra durante la guerra cercarono e,  spesso trovarono, salvezza grazie alla generosità e al coraggio di alcuni braidesi. Dopo la partenza,  prevista in piazza Carlo Alberto alle 14, la passeggiata si snoderà in via Audisio, via Pollenzo, via Vittorio Emanuele, via Principi di Piemonte, per poi tornare al luogo di partenza. Nel corso dell’iniziativa i partecipanti si fermeranno in prossimità delle abitazioni nelle quali singoli e gruppi famigliari ebrei trovarono ospitalità. Ad ogni tappa Bailo riassumerà le vite di coloro che a Bra transitarono durante la guerra per scampare alle difficoltà belliche e alla persecuzione razziale. In via Audisio sarà onorata la memoria della famiglia Balog che lì viveva e lavorava: l’elettromeccanico Adalberto Balog, ebreo d’origine ungherese, la moglie Margherita Asteggiano, la figlia Anna Maura. Tutti e tre finirono nei lager, Adalberto morì ad Auschwitz, moglie e figlia invece riuscirono a sopravvivere all’orrore e tornarono a Bra nel dopoguerra. Durante l’iniziativa, proprio in via Audisio, sarà scoperta “la pietra d’inciampo” che ricorderà Adalberto. A pochi metri di distanza sarà ricordata la presenza di un’altra famiglia ebrea, i coniugi milanesi Aldo Perez e Dora Modiano presto raggiunti da altri parenti di quest’ultima (la sorella Grazia, la madre Rebecca Pessah, la cognata Mary).

Per un anno questo nucleo famigliare fu ospitato da Francesco Sardo che trasformò il soggiorno di casa in camera da letto degli ospiti. Spostandosi in via Pollenzo sarà rievocata la storia di una famiglia ebrea molto nota ai braidesi, quella degli Eggener. Paula, il suo compagno Jacob Mandel, il figlioletto Helmut, giunti a Bra dopo una lunga odissea che li aveva visti percorrere la Germania e l’Austria, approdare a Milano, conoscere l’internamento in Calabria e infine, nell’ottobre 1941, giungere a Bra nel cui territorio rimasero, in clandestinità e tra infiniti pericoli, fino alla fine della guerra. Più saltuaria e meno nota la presenza in via Pollenzo di Singer Freund, padre e figlio, ebrei d’origine polacca.

In via Vittorio Emanuele sarà ricordata la presenza in città di Giuseppe Ottolenghi, già direttore dell’ufficio delle imposte, della figlia Laura, qui giunta nel 1942, e di un altro dipendente del medesimo ufficio, il romano Giovanni Piperno, che, in quanto ebreo, perse il posto di lavoro e decise di tornare nella città natia. In prossimità della chiesa di San Giovanni sarà ricordata l’ospitalità che nell’annesso asilo nido, grazie al coraggio e alla determinazione di suor Lorenzina (al secolo Anna Maria Oberto), trovò nell’autunno 1943 la famiglia Hessel, numeroso gruppo famigliare di ebrei croati arrivato a Bra al domicilio coatto fin dal giugno 1942. Si trattava dei coniugi Leone e Mira Hessel e dei loro quattro figli (Nada, Bianca, Lijerka, Simone), presto raggiunti dall’anziana madre di Mira, Johanna, e

dalla sorella di Mira, Zora, con suo figlio. La famiglia Hessel trovò ospitalità e salvezza fino alla liberazione nella cascina del fratello di suor Lorenzina, il lamorrese Luigi Oberto.  Infine sarà la volta della famiglia Mortara, altro nucleo famigliare ebreo molto noto in città, costituito dall’avvocato Eberto, che si rifugiò prima a Milano e poi in Brianza, dalla sorella Adele, ospite prima presso la canonica del Boschetto e poi in un convento a Marene, e infine da Guglielmo, da sua moglie Anna e dai suoi figli, Giulio, Vittorio e Adele, tutti e tre in tenera età. Quest’ultimo nucleo fu separato e si ricompose solo nell’estate 1944 a Govone ove trovò ospitalità e salvezza. Con loro saranno ricordato citandoli uno ad uno i molti altri ebrei che a Bra transitarono durante la guerra trovandovi solidarietà e salvezza.