#Elezioni2014, Chiamparino risponde al rettore Ajani: ”Mettiamo a sistema l’Università”

chiamparinoEra stato il magnifico rettore dell’Università di Torino, Gianmaria Ajani, a far sentire la voce dei cattedratici nella campagna elettorale piemontese 2014. Lo aveva fatto con una lettera indirizzata a tutti candidati alla presidenza della Regione, parlando dei rapporti fra la politica e l’istituzione da lui rappresentata. Ora è arrivata la diretta risposta da parte di uno dei sei che corrono alla presidenza, Sergio Chiamparino: “Mettiamo a sistema la formazione in Piemonte”, il messaggio dell’ex sindaco. “Dobbiamo ripartire con un’idea nuova, basata sulla reale interazione tra enti locali e mondo della formazione. Le borse di studio sono il migliore strumento per attrarre studenti dalle altre regioni, e soprattutto per non spingere gli universitari piemontesi a emigrare, disperdendo così il nostro patrimonio più importante, quello dei giovani”.

Ma ecco il testo completo della lettera di Sergio Chiamparino:

Magnifico Rettore,
gentili Presidente e rappresentanti degli Studenti dell’Università degli Studi di Torino,
ho letto con attenzione e interesse la vostra lettera aperta ai candidati alla presidenza della Regione Piemonte. Il tema del diritto allo studio che sollevate, e in particolare quello del ripristino delle borse di studio tagliate negli ultimi anni, sono stati fin dall’inizio al centro della mia campagna elettorale. Ma occorre fare di più per sostenere adeguatamente il sistema universitario e formativo nella nostra regione, rafforzandone il ruolo di fattore di attrazione anche per studenti provenienti da altre parti d’Italia, d’Europa o del mondo.
La formazione in Piemonte va messa a sistema. Dopo anni disastrosi è importante portare indietro le lancette, ma soprattutto ripartire con un’idea nuova. Per realizzare il progetto di Torino (e del Piemonte) come città universitaria deve esserci una reale interazione tra enti locali e mondo della formazione. È importante dare di nuovo dignità al Co.re.co, il comitato regionale di controllo delle università piemontesi, rendendolo il luogo di dialogo principale (come dovrebbe d’altronde essere da Statuto) tra le università e la Regione.
L’università piemontese, per ripartire, ha bisogno della partecipazione degli studenti, e come giunta non potremo che fare nostro l’impegno a rivedere il sistema di governante dell’Ente per il Diritto allo Studio dando nuovamente spazio ai rappresentati degli studenti.
Il punto principale per attrarre studenti dalle altre regioni, e soprattutto non spingere ad emigrare gli universitari piemontesi, restano però le borse di studio. La nuova giunta si impegna a rivedere i criteri di assegnazione delle borse e anche a garantire una copertura completa a tutti gli idonei come accadeva prima dell’ultima amministrazione. Per farlo è importante anche rafforzare l’interazione con il Governo nazionale e il Ministero dell’Istruzione che avranno un grande peso nell’individuazione dei Lep, i livelli essenziali di prestazione dei servizi dell’Edisu. Alle borse di studio si affiancano infatti tutti gli altri servizi cui si può contribuire come governo regionale: in questo senso ci dobbiamo impegnare a trovare soluzioni sostenibili (sia per le finanze che per l’ambiente) di mobilità degli studenti: per questo, vogliamo incentivare gli abbonamenti ai trasporti pubblici per i giovani in formazione. L’Osservatorio Regionale per il Diritto allo Studio ha avuto un peso importante nella costruzione del nuovo sistema di tassazione di Università e Politecnico, e occorre valutarne il rilancio. Infine, è necessario rinforzare il dialogo tra la Regione e le quattro università piemontesi: non ci sono infatti solo Politecnico e Università di Torino, ma anche Pollenzo e Piemonte Orientale. La nostra volontà è quella di farle interagire sempre di più.
Vi saluto con cordialità e spero di incontrarvi presto,
Sergio Chiamparino