Il paradosso di Plano: il sindaco NoTav dovrà sgomberare il presidio del movimento di Susa?

Sandro Plano

Una delle prime mosse – per quanto obbligate – di Sandro Plano in qualità di neo-sindaco di Susa potrebbe essere l’ultima che il politico del PD avrebbe voluto fare, nella propria personale lista dei desideri. Si tratta infatti delle demolizione del presidio NoTav di Susa, quello situato da alcuni anni in frazione San Giuliano, vicino allo svincolo dell’A32: il Tar del Piemonte lo ha infatti definito “abusivo”. Era stato il Comune di Susa a rivolgersi alla Giustizia perchè il piccolo assembramento venisse sbaraccato, nel 2012, ma il Consiglio di Stato aveva ritenuto non ce ne fossero gli estremi. I colleghi torinesi del Tar hanno invece espresso, in seguito a ricorso, parere opposto, motivato dal fatto che le strutture non sarebbero affatto “precari e provvisori”, essendo occupati e utilizzati stabilmente da anni, e pertanto si configurerebbero come vere e proprie edificazioni abusive. Il presidio, che si chiamava “Gemma delle Alpi” (ironicamente intitolato all’allora sindaco Gemma Amprino) e ora invece è sede dei “Lupi delle Alpi” (e qui la dedica è al ministro dei Trasporti), sarà spazzato via dal primo sindaco NoTav del capoluogo valligiano? “Ovviamente farò rispettare la giustizia”, dice Plano, “ma prima aspetterò il suo ultimo grado, visto che in questa vicenda la decisione è già cambiata più di una volta”. Situazione curiosa per un sindaco che, neoeletto, aveva compiuto la sua prima visita ufficiale proprio in quel luogo.