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Sgomberato il campo nomadi abusivo lungo Stura Lazio e avviati “patti di emersione”

Redazione Quotidiano Piemontese

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campo nomadiRuspe al lavoro, carabinieri e polizia a monitorare l’avanzamento dello sgombero del campo nomadi lungo Stura Lazio. In quest’area, da mesi sotto sequestro, si trovano 25 baracche abusive abitate da altrettante famiglie di nomadi, una sessantina, e martedì 5 agosto, nelle prime ore della giornata, sono iniziati i lavori di sgombero. La zona è una striscia di terra di 200 metri circa, tra l’automercato della Fiat e il fiume. I nomadi risultano tutti in regola con documenti di auto e mezzi che usano per vivere e spostarsi, ma vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie. Nel frattempo, i militari monitorano con costanza un altro campo abusivo a Lungo Stura,  sgomberato nei giorni scorsi. Dal mese di gennaio, infatti, attraverso il progetto di progressivo smantellamento del campo finanziato con risorse del ministero dell’Interno, sono state “decostruite” 80 baracche e firmati 56 cosiddetti “patti di emersione” (l’impegno ad accettare una serie di regole per favorire l’inserimento sociale e  acquisire autonomia economica) che hanno coinvolto 170 persone, circa. Le famiglie si sono trasferite in 17 diverse strutture tra housing sociale e alloggi messi a disposizione da associazioni o dal mercato privato, in città e fuori città. Nell’ambito del “patto di emersione”, 42 persone stanno frequentando corsi propedeutici all’inserimento lavorativo e 7 sono impiegate temporaneamente grazie a borse lavoro.

Tra le famiglie che hanno già lasciato l’insediamento sulle sponde del torrente Stura, sono sette i nuclei (20 persone) che hanno aderito al “patto di emersione” e accettato la proposta di rimpatrio assistito organizzato in collaborazione con enti e associazioni rumene. Il rimpatrio assistito prevede un sostegno iniziale per l’avviamento di attività lavorative nel Paese d’origine.

 

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