Debiti della PA: ecco dove e come le aziende piemontesi devono registrarsi per ottenere il rimborso

debiti paLunedì sera il premier Matteo Renzi ha battezzato la nuova edizione del noto talk show televisivo “Porta a Porta” con la sua presenza e, rispondendo alle domande di Bruno Vespa ha affermato, più volte e con molta decisione, che tutte le imprese che vantano dei crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione (per quanto riguarda la parte corrente) possono ricevere immediatamente il denaro a loro dovuto. È sufficiente andare sul sito del MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, e iscriversi, chiedendo la certificazione di quel credito. Compiuto questo passo l’ente debitore (Stato, Regione, Provincia, Comune o Asl che sia) sarà poi obbligato a pagare in tempo brevissimi. “Le imprese piemontesi stanno iniziando a ricevere i rimborsi” ci conferma Giuseppe Gherzi, direttore dell’Unione Industriali di Torino. Secondo l’ultimo rapporto del Ministero, citato anche da Renzi, a fine luglio erano già stati pagati
26,1 miliardi di euro, mentre ora si attesterebbero ad oltre 35.
Il primo passo per chiunque avesse un credito verso la Pubblica Amministrazione in Piemonte (e, ovviamente, anche in tutta Italia) è quello di farsi certificare il credito. Come? Registrando i propri dati sulla Piattaforma ideata a questo scopo dalla Ragioneria Generale di Stato. Per accelerare il processo, i crediti verranno ceduti pro soluto a banche ed intermediari finanziari che, grazie alla garanzia dello Stato, erogheranno quanto dovuto, scontando un tasso fisso dell’1,9% per importi fino a 50.000 euro (dell’1,6% per cifre superiori). La possibilità di certificazione per le imprese è stata prorogata fino al 31 ottobre e la PA è poi tenuta a rilasciare i documenti entro 30 giorni dalla richiesta.
I 56,8 miliardi stanziati dal Governo appositamente a questo scopo sono una boccata d’ossigeno per tutte quelle imprese che da anni attendono di riscuotere crediti dagli enti pubblici: secondo uno studio congiunto Banca d’Italia-Sole 24 ore, “nella seconda metà del 2013 le imprese di industria e servizi hanno utilizzato i pagamenti ricevuti per accrescere le riserve di liquidità (6,2%) e ridurre i debiti verso banche (41,5%), Stato (6,1%) e fornitori (29,2%), mentre una quota significativa è andata a finanziare nuovi investimenti privati (6,7%)”. Al momento sono già 15.613 le imprese registrate sulla piattaforma apposita, con 56.189 istanze presentate e un credito richiesto di oltre 6 miliardi. “Se consideriamo che il Piemonte incide in queste cifre per circa l’8-10% – spiega Gherzi – nella nostra regione potrebbero arrivare a breve circa 600 milioni di euro”.