Mezzo Pd piemontese a giudizio per le spese pazze: a rischio la giunta Chiamparino

giunta-regionale-chiamparino1Rischia di essere una delle esperienze di governo più corte della storia per la Giunta Chiamparino. Questa mattina alle 10 inizia l’udienza preliminare che rischia di rinviare a giudizio 15 rappresentanti della politica regionale piemontese, tra cui tre assessori: Aldo Reschigna (Pd e anche vicepresidente), Gianna Pentenero (Pd) e Monica Cerutti (Sel). Mezzo Pd, se consideriamo anche il segretario regionale Davide Gariglio ed il vicepresidente del Consiglio Nino Boeti. L’accusa riguarda sempre le spese fuori controllo dei gruppi regionali e, dopo l’archiviazione dei pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi, questo nuovo processo è una doccia fredda per tutti gli imputati che su quella momentanea prova d’innocenza avevano costruito l’ultima campagna elettorale. A Palazzo di Giustizia di Torino, invece, questa mattina si ricomincia davanti al giudice Roberto Ruscello, non convinto che nei bilanci piemontesi sia tutto in regola; i 15 politici avevano presentato anche richiesta di rinvio per poter studiare meglio le carte e confrontare i loro casi con quelli dei pari grado del centrodestra, condannati dallo stesso magistrato il 14 luglio scorso. Si voleva attendere il deposito delle motivazioni di quella sentenza, per studiarne i punti deboli, ma il rinvio non è stato accettato per “motivi di opportunità” che “suggeriscono lo svolgimento dell’udienza in questione in tempo anteriore al deposito delle motivazioni in modo da assicurare alle parti in modo da assicurare alle parti la massima libertà nell’esposizione dei propri argomenti e consentire al giudice di maturare il proprio convincimento senza essere condizionato, nemmeno in via indiretta, dall’avvenuta esplicitazione delle posizione assunta su temi che devono essere analizzati o possono comunque influire sulle determinazioni da assumere”.