6 novembre ad Alba uno spettacolo teatrale per ricordare l’alluvione del 1994

Alba 6 novVent’anni fa (4-6 novembre 1994) la piena del Tanaro e di alcuni suoi affluenti del sud Piemonte causò oltre 70 morti. Quei tragici momenti saranno ricordati in uno spettacolo teatrale dal titolo “Voglio raccontarti una storia” che andrà in scena il 6 novembre 2014 alle 21 al teatro sociale di Alba. Protagonista dello spettacolo sarà Roberto Cavallo, fondatore della cooperativa Erica, con l’aiuto di Oliviero Corbetta, Beppe Rosso, Carlotta Lando, Luca Mercalli e tanti altri e musiche dal vivo di Filippo Cosentino. Il testo è pubblicato in un libro “Voglio raccontarti una storia” stampato in 1000 esemplari, in vendita ad offerta libera a partire da 10 euro: il ricavato sarà devoluto a progetti di educazione ai rischi naturali nelle scuole di Genova e Zavidovici (BiH) colpite da recenti alluvioni. L’ingresso è gratuito, ma visti i posti limitati è obbligatoria la prenotazione con assegnazione dei posti scrivendo nome, cognome e telefono a francesca.davoli@cooperica.it oppure recandosi presso Libreria Milton Via Elvio Pertinace, 9 ad Alba.

In un post sul suo blog, Roberto Cavallo ricorda il tragico alluvione del 1994:

Vent’anni fa, nel cinema di Torre Pellice, proiettavano “Il Postino”.

Era il 4 novembre.

Il sorriso di Massimo Troisi se ne era andato da qualche mese e la gente che usciva dal cinema aveva il volto rigato dalle lacrime.

Anche il cielo piangeva. Piangeva non solo a Torre Pellice, ma in tutto il nord Italia, soprattutto nel sud del Piemonte.

Pioveva così tanto che non riuscii a rientrare ad Alba.

Alle mie insistenti richieste di capire come mai non si potesse prendere il pullman, che settimanalmente mi riportava a casa dall’Università, una voce preoccupata dell’ufficio informazioni mi rispose che la stazione degli autobus di Alba era allagata e con lei tutti i pullman.

Il resto delle informazioni le ricevetti in diretta nelle ore successive appiccicato ad uno schermo di TV.

Arrivai ad Alba nel primo mattino del 6 e mentre io già spalavo fango del Cherasca e del Rio Misureto il Tanaro ancora trascinava via corpi in provincia di Asti ed Alessandria.

Da quel giorno ho raccolto testimonianze, ma soprattutto libri che raccontano di tante alluvioni succedutesi nel tempo e nello spazio.

Mentre leggevo e archiviavo meticolosamente quelle pagine mi chiedevo come fosse possibile che non avessero insegnato nulla.

Eppure le pagine di Puskin, Dostoevskij, Zola, Pavese, Fenoglio e tanti altri sono chiare, forti, a volte pugni nello stomaco, altri groppi alla gola, insomma non possono lasciare indifferenti.

Invece le alluvioni si ripetono con sempre più drammatica violenza per causa dell’uomo e della sua irresponsabilità, della sua refrattarietà a ricordare, a voler parlare della natura; per colpa di un uomo che è alla costante ricerca di un alibi: così le alluvioni sono colpa di Dio o dei fiumi impazziti o delle stagioni che non sono più quelle di una volta.

Non riusciamo ad ammettere che i danni provocati da una naturale divagazione di un corso d’acqua sono responsabilità di chi pianifica una città, di chi la costruisce e la lascia costruire, di chi non ha voglia di studiare, leggere e ricordare e non è in grado di raccontare ai propri figli e nipoti una memoria che è più facile cancellare.

Io quella storia la VOGLIO raccontare.

Vi aspetto il 6 novembre ad Alba



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